Domenico Giardina

Prosegue la protesta dei tre lavoratori della Scs, azienda di servizi portuali, che da più di due settimane sono sopra una gru, a un’altezza di circa venti metri, nel porto di Trapani. Gli altri lavoratori protestano con un presidio nella banchina. La Scs ha ridotto la proprio operatività da quando la Capitaneria di porto ha autorizzato anche il gruppo Trident a operare nello scalo.

 

"Il prefetto di Trapani si è impegnato affinché la dura vertenza dei 42 lavoratori della Scs possa risolversi al più presto – dicono Francesco Aiello, segretario Cisl Trapani e Nino Napoli Fit Cisl Portuali – ma non è stato siglato ancora nessun accordo". La Fit-Cisl è critica nei confronti della Filt-Cgil. "Precisiamo – si legge in una nota – che la difficile vertenza dei lavoratori è stata fin dall’inizio una delle priorità del nostro sindacato che ha seguito ogni passo, dalle ansie dei lavoratori alla decisione di incatenarsi sulla gru.

 

Altri sindacati, quali la Cgil, si sono ritrovati quasi occasionalmente seduti al tavolo del Prefetto convocato peraltro su nostra proposta". Al momento, sottolinea la Cisl, la divisione del traffico fra le due imprese operanti al porto di Trapani è solo una ipotesi. "Le aziende non si sono ancora espresse, la Scs si è impegnata – precisano Aiello e Napoli – a formulare per iscritto la proposta in questi giorni, ma non c’é ancora nessuna certezza e nessuna sottoscrizione". La Cisl di Trapani e la Fit Cisl si augurano "che questo avvenga presto per il mantenimento dei livelli occupazionali delle tre imprese del porto: tutelare tutti i posti di lavoro è un nostro obiettivo non c’é mai stata nessuna guerra tra i lavoratori".