"I fatti denunciati sono palesemente falsi e infondati, farneticamenti dettati dalla mancata conferma a consigliere di pari opportunità e da un intento speculativo per ottenere ingenti somme di denaro". Questa la risposta della Cgil di Ragusa alle denunce di tentata violenza sessuale e mobbing fatte oggi in conferenza stampa da una dipendente del sindacato, Romina Licciardi. La segreteria provinciale di Ragusa della Cgil afferma che il 29 gennaio scorso – il giorno dopo che la dipendente aveva avanzato una richiesta di risarcimento, indicando il nome della persone che avrebbe tentato di violentarla – ha inviato una missiva alla procura della Repubblica.
"Suona davvero strano – dice una nota del sindacato – che per denunciare fatti così gravi si sia atteso quasi dieci anni. Chi avrebbe mai potuto porre in essere ritorsioni nei confronti della signora se dal 2002 al 2008 la segreteria provinciale è stata retta da Tommaso Fonte, convivente della Licciardi?". "Dal 16 settembre 2009 – sottolinea la nota – la Licciardi risulta essere in malattia. La Cgil non l’ha vessata ma le ha contestato che in questo periodo ha partecipato, in orario lavorativo, a una conferenza e, fino a ieri, era presente in un ufficio pubblico, l’Ulpmo di Ragusa". Il sindacato conclude spiegando che la Licciardi "ha avuto in prestito somme di denaro dal sindacato, non ancora restituite" e che le sue denunce "rispondono a una logica ad orologeria e si verificano in concomitanza con l’attacco frontale al sindacato – sul piano giudiziario – da parte del suo convivente".
