Domenico Giardina

 Rimangono stazionarie, nella loro gravità, le condizioni di salute di Laura Salafia, la studentessa di 34 anni, originaria di Solarino (Siracusa), ferita gravemente durante una sparatoria avvenuta nella tarda mattinata di due giorni fa davanti l’ex monastero dei Benedettini di Catania, che ospita che ospita le facoltà di Lettere e Lingue straniere. Un proiettile vagante l’ha colpita alla colonna procurandole delle lesioni importanti alla seconda e alla terza vertebra cervicale. La donna è ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi con la prognosi riservata. Sono stabili anche le condizioni dell’altro ferito, Maurizio Gravino, di 40 anni, che è ricoverato nell’ospedale Vittorio Emanuele. I medici sono ottimisti sull’esito delle cure. Era lui il vero obiettivo di Andrea Rizzotti, il custode comunale della chiesa di San Nicolò La Rena che ha sparato cinque colpi di pistola sostenendo di essere stato continuamente vessato da Gravino, tanto da temere per la sua vita, che gli mostrava le ‘corna’ per problemi passionali con una sua parente.

 

"Le condizioni generali di Laura Salafia – si legge nel bollettino diramato dall’ospedale Garibaldi – si presentano ancora gravi e non registrano variazioni rispetto all’aggiornamento precedente. La paziente è tenuta sotto controllo dall’equipe anestesiologica del dottor Sergio Pintaudi ed è sottoposta a sedazione blanda. Il confronto tra gli specialisti, in particolare con i nueurochirurghi – conclude il bollettino medico – non ha prodotto ancora alcuna decisione in merito ad un eventuale intervento chirurgico. La prognosi resta riservata".