Giulio Giallombardo

Dirigevano filiali di banche ma anziché preoccuparsi di aumentare l’operatività delle agenzie intascavano i soldi di ignari clienti e si impossessavano di denaro ottenuto con mutui accesi attraverso falsi documenti. Protagonisti sono due ex direttori dipendenti del Banco di Sicilia (gruppo Unicredit) e del Banco Popolare di Milano. Tra loro non c’é alcun nesso, se non quello, contestato dalle Procure di Milano e di Termini Imerese, di avere approfittando del proprio ruolo a fini personali. Giuseppe Lo Cascio, 49 anni, è stato arrestato dalla Guardia di finanza di Termini Imerese con l’accusa di furto, il bancario milanese (di cui non sono state rese note le generalità, ndr) é stato rinviato a giudizio assieme ad altre persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al falso.

 

In Sicilia l’"affabile" bancario, che da ieri è ai domiciliari, è stato incastrato da una coppia di anziani clienti rimasti col conto di una vita a secco e da cui è partita la vicenda. Secondo la Procura avrebbe fatto sparire dai conti di alcuni facoltosi correntisti circa 2,5 milioni di euro. L’indagine ha avuto impulso da un rapporto redatto lo scorso settembre dal team controlli interni del Banco di Sicilia dopo le lamentele e le denunce di alcuni clienti che hanno accusato Giuseppe Lo Cascio, allora direttore della filiale di Trabia (Pa) e dimissionario lo scorso luglio, di averli lasciati con i conti in rosso. Secondo le Fiamme gialle il bancario avrebbe aperto conti correnti – operando prelevamenti in contanti o con assegni circolari – a nome di clienti ignari di avere sottoscritto fondi di investimento con false certificazioni, poi consegnate a suoi clienti quale attestazione di investimenti inesistenti, e di avere smobilizzato denaro in titoli di stato, accreditando il controvalore su conti correnti domiciliati presso la banca.

 

Nell’abitazione del bancario, gli investigatori hanno sequestrato documenti, agende e appunti con cifre e conti, due computer. A Milano, invece, il direttore di una filiale della Banca Popolare, e stato rinviato a giudizio dal gup Cristina Di Censo, con una ventina di persone. Gli imputati, secondo il pm Mauro Clerici, avrebbero messo in piedi nel 2005 un sistema per erogare finanziamenti e mutui attraverso falsi documenti forniti in gran parte da cittadini extracomunitari, intascando i soldi. Banca Popolare di Milano non si è costituita parte civile in udienza preliminare. Due imputati hanno patteggiato la pena davanti al gup, mentre un broker è stato condannato a 3 anni in abbreviato. Per gli altri il processo comincerà a marzo.