Rosario Cauchi

I sindacati della polizia penitenziaria e le associazioni che si occupano della tutela dei diritti dei detenuti, quasi in coro, hanno spesso ribadito che l’attuale stato delle carceri isolane non può più essere sopportato. L’ultima occasione si è generata con la rivolta di alcuni detenuti, reclusi entro le mura dell’istituto penitenziario di San Cataldo. Anche il garante regionale per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti, Salvo Fleres, ha denunciato condizioni insostenibili all’interno delle strutture di reclusione regionali.

 

La Sicilia, stando ai dati forniti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, si colloca al secondo posto a livello nazionale, subito dopo la Lombardia, per numero di reclusi. Al 31 Maggio 2010, nei 26 istituti di pena presenti sul territorio regionale, le presenze si collocano a quota 8.163, a fronte di una capienza regolamentare di 5.202 posti: quindi una sproporzione di 2.961 unità. “Un dato allarmante”, questo il commento di associazioni da sempre in prima linea come “Antigone” e “Ristretti Orizzonti”. Tra le situazioni più allarmanti, la Casa Circondariale di Piazza Lanza a Catania, quelle di Caltanissetta e Messina, ed ancora l’istituto di Marsala e quello di Noto, senza dimenticare il penitenziario “Pagliarelli” di Palermo. Sovraffollamento, scarsa manutenzione, strutture spesso vetuste, assenza di vere attività di formazione in favore degli ospiti, poco personale a disposizione: queste le emergenze delle carceri siciliane. Lo stesso garante Fleres, ha più volte ricordato che il problema del sovraffollamento si lega, inestricabilmente, all’assenza di una vera legislazione imperniata sullo sviluppo di pene alternative alla detenzione. Tasto più volte premuto dalle associazioni operanti all’interno dei penitenziari italiani e, più nello specifico, siciliani. Nell’isola, i dati forniti dall’amministrazione penitenziaria confermano proprio quest’ultima conclusione: solo 80 individui godono, al 31 Maggio 2010, della misura della semilibertà, fra i quali 4 stranieri.

 

Quella dei migranti, inoltre, è una consistente parte della popolazione carceraria siciliana; nella maggior parte dei casi il loro stato è connesso alla violazione delle normative in materia di permanenza sul territorio nazionale oppure della disciplina inerente gli stupefacenti. La quota di stranieri attualmente reclusi raggiunge la soglia di 2.047.