I sindaci dei 17 Comuni siciliani in cui i servizi Ast sono a rischio di soppressione, fanno fronte comune «affinché alla Regione siciliana si trovi la soluzione, evitando la penalizzazione degli utenti e, in particolare, di quelli appartenenti alle fasce sociali deboli».
Su iniziativa del sindaco di Caltagirone Francesco Pignataro, lunedì 9 novembre, alle 16,30, nell’ufficio del primo cittadino, si terrà una riunione sull’argomento nel tentativo di «trovare strategie unitarie – spiega Pignataro – volte alla soluzione della problematica e capaci, quindi, di garantire la prosecuzione di questo importante servizio».
Sono stati invitati all’incontro i sindaci dei Comuni dell’Isola coinvolti: oltre a Caltagirone, Acireale, Alcamo, Augusta, Carlentini, Chiaramonte Gulfi, Gela, Gravina di Catania, Lentini, Mazara del Vallo, Milazzo, Modica, Paternò, Ragusa, Salemi, Scicli e Siracusa, vale a dire i Comuni della Sicilia destinatari, nei mesi scorsi, della nota con cui l’Ast (Azienda siciliana trasporti) ha comunicato che non potrà più contare sul contributo di ricapitalizzazione previsto dalla legge regionale, grazie al quale avrebbe potuto garantire gli attuali livelli di produzione dei servizi aziendali.
L’Ast ha preannunciato la sospensione del servizio di trasporto pubblico urbano a partire dal 2 gennaio 2010, «se i Comuni non predisporranno, entro il 1° gennaio, un’appendice contrattuale con la quale ci si impegni ad erogare alla stessa Azienda l’integrazione del corrispettivo rispetto a quello inserito nel contratto vigente, ovvero a integrare l’affidamento con altri servizi complementari (tariffazione, sosta, etc.), utili alla copertura delle somme in questione».
I rappresentanti dei Comuni, nel corso di un precedente incontro sull’argomento, hanno evidenziato che «questa situazione è aggravata dalla riduzione operata dalla Regione sui contributi per il trasporto urbano a favore degli anziani, che ha permesso a questi ultimi di fruire gratuitamente di questo servizio solo sino al 30 giugno, con conseguente, grave pregiudizio e allarme sociale».
