Circa 2.500 persone, secondo le stime del sindacato, stanno partecipando a Palermo alla manifestazione della Cgil nella giornata dello sciopero generale per un fisco più giusto, per il lavoro e per la cittadinanza. Sul palco del teatro "Al Massimo", sotto lo slogan "Lavoratori e pensionati pagano, gli evasori scroccano" gli interventi di sindacalisti e di lavoratori di settori in crisi.
Il segretario della Camera del lavoro di Palermo, Maurizio Calà, ha parlato nel suo intervento contro "il vergognoso attacco alla Costituzione e al lavoro che si è verificato per ultimo con l’avviso comune firmato ieri dagli altri sindacati e da Confindustria".
"Questo è uno sciopero per la democrazia – ha continuato- é uno sciopero contro la crisi negata, che qui a Palermo e nel sud sta facendo sentire i suoi effetti. Noi chiediamo di fermare i licenziamenti di aumentare il periodo delle cassa integrazione e di allargare la platea di chi può ricorrervi. Chiediamo che siano bloccate tasse, tariffe e affitti e siamo qui per dimostrare che c’é un’Italia che non vuole rassegnarsi".
Dal palco anche l’intervento di una ex operatrice del "Telefono Azzurro", licenziata assieme a una trentina di persone a fine dicembre per essere sostituiti da giovani del servizio civile, e le testimonianze di un operaio della Fiat, uno della Coalma e ancora del Banco di Sicilia, dell’Ati group, della Pirelli Re.
Adesione del 10 per cento degli autisti dei bus a Palermo allo sciopero generale di 4 ore, dalle 10 alle 14, proclamato oggi dalla segreteria nazionale della Cgil. Il dato dell’adesione alle ore 12,30 è stato reso noto dall’Amat.
"La lotta per un fisco più giusto è ancora più importante per una regione come la Sicilia, con un tasso di povertà altissimo, bassi redditi, tasso di disoccupazione al 13,3%, migliaia di posti di lavoro andati in fumo. Le proposte della Cgil di un bonus di 500 euro e di 100 euro a regime e dell’abbassamento della prima aliquota Irpef al 20% cercano di fare fronte alle situazioni di maggior disagio ed è per questo che oggi siamo in piazza". Lo ha detto Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia, intervenendo a Trapani alla manifestazione nell’ambito dello sciopero generale proclamato dalla Cgil. Maggio ha sottolineato che "é uno sciopero che va contro la crescita dell’individualismo e del corporativismo, che ha messo il Mezzogiorno fuori dai canali di redistribuzione delle risorse trasformandolo in collettore di voti per disegni di politica e di economia che sono estranei al suo sviluppo". Critica la segretaria del la Cgil siciliana sull’avviso comune siglato ieri dagli altri sindacati e Confindustria sull’arbitrato: "Un fatto gravissimo – ha detto – che rafforza i motivi dello sciopero di oggi". E sulla Banca del Sud, della quale il governo annuncia i primi passi, la Maggio è stata netta: "Non è quello che serve alle piccole e medie imprese della Sicilia che hanno piuttosto bisogno di un riferimento certo nel territorio".
