Roberto Rizzuto

Gli operai dell’Ato rifiuti Palermo 1 hanno ripreso stamattina il servizio di raccolta nei 12 Comuni del comprensorio. Da sabato scorso l’immondizia si era accumulata per le strade a causa dell’astensione dei dipendenti che protestavano per il mancato pagamento degli stipendi e per l’assenza dei requisiti di sicurezza degli automezzi e del vestirario. L’accordo tra sindacati e sindaci è stato trovato ieri notte nella sede di Cinisi dell’Ato Palermo 1.

 

I primi cittadini si sono impegnati a versare subito un milione e trecentomila euro nelle casse della società d’ambito per pagare gli stipendi di febbraio dei dipendenti dell’Ato e quello di gennaio dei lavoratori della Temporary, la società privata che affianca l’Ato nella raccolta dei rifiuti.

 

La somma serve anche per l’affitto di alcuni mezzi da ditte private per sostituire i veicoli dell’Ato che sono stati ritenuti inidonei al servizio, e acquistare mascherine e altri elementi del vestiario per consentire agli operari di svolgere in sicurezza il loro lavoro.

 

"Si tratta di una soluzione tampone – spiega Gianpaolo Illiano, sindacalista Rdb e dipendente Ato Palermo 1 – che permetterà all’Ato di svolgere il sevizio per circa 20 giorni. Se non arriverà l’anticipo di 4 milioni di euro sul fondo di rotazione richiesto dai sindaci alla Regione siciliana tra poco torneremo allo stato di emergenza".