Salvatore D'Anna

In Sicilia molte discariche sono quasi al collasso e i comuni ben presto non sapranno dove conferire i rifiuti, così il governo di Raffaele Lombardo sta valutando l’ipotesi di smaltire l’immondizia fuori dall’isola, pagando per il servizio gli imprenditori privati a un costo non ancora quantificato. Il progetto è allo studio dei tecnici dell’assessorato per l’Energia, ma una soluzione, avverte il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, "va trovata al più presto, la Regione deve muoversi e chiedere lo stato di emergenza". Cammarata ha suggerito di fare presto davanti ai deputati della commissione Ambiente all’Ars, oggi riunita per fare il punto sulla situazione dei rifiuti. L’intervento del sindaco ha acceso gli animi dei parlamentari. L’alterco è esploso quando il deputato del Pd Davide Faraone ha invitato il sindaco a non andarsene dopo il suo discorso in modo da ascoltare gli interventi dei commissari. "Ma in spregio alla commissione Cammarata ha voltato le spalle, dicendo che non poteva perdere altro tempo dopo aver raccontato la solita storia, che lui con l’emergenza non c’entra niente", sostiene Faraone. Nell’isola le discariche con una capienza di medio-lungo termine sono soltanto tre (Catania, Messina, Enna) ha spiegato l’assessore per l’Energia Pier Carmelo Russo alla commissione, le altre sono quasi sature. La situazione peggiore è a Bellolampo, a Palermo. Proprio oggi il Prefetto Giancarlo Trevisone ha firmato l’autorizzazione per l’utilizzo della quinta vasca della discarica che, secondo i commissari di Amia, l’azienda che gestisce l’impianto, però avrà una autonomia di tre mesi. Tanto che dopodomani a Roma è prevista la riunione del tavolo tecnico, istituito tra il sindaco Cammarata, il ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo e il sottosegretario alla protezione civile Guido Bertolaso, per valutare le proposte di variante alla quinta vasca. In tal senso, i commissari di Amia stanno verificando la possibilità di chiedere l’autorizzazione per la vasca-sella, una sorta di collegamento tra la quarta e la quinta vasca; ma per i lavori occorreranno tra i 12 e i 18 mesi. Intanto hanno chiesto la liquidazione della Pea, la società consortile di scopo costituita per gestire il termovalorizzatore che doveva nascere a Bellolampo, sulla base dell’ex piano regionale dei rifiuti, revocato dal governo Lombardo. La Pea Scpa è controllata per il 48% dall’Amia, mentre il gruppo Falk e la società Actelios ne detengono un altro 48%; il resto delle azioni è diviso tra Consorzio Asi (1 per cento), Aster (1 per cento), Gecopre (0.5 per cento) e Safab 0.5% (per cento). La società ha in gestione il terreno dove doveva sorgere il termovalorizzatore e dove l’Amia ipotizza adesso la sesta vasca. Presidente della Pea è Gaetano Lo Cicero, ex commissario di Amia, indagato per disastro colposo, gestione non autorizzata di rifiuti e traffico di rifiuti nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Palermo sulla presenza nella discarica del percolato, il liquame che avrebbe inquinato la falda acquifera. Proprio oggi i pm Calogero Ferrara e Claudia Bevilacqua avrebbero voluto ascoltare il sindaco Cammarata, anche lui indagato per disastro doloso, inquinamento delle acque e del sottosuolo, per truffa, gestione abusiva della discarica, abbandono dei rifiuti speciali. Il sindaco si è presentato a Palazzo di giustizia ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. I magistrati aspettano adesso le consulenze dettagliate sulle analisi fatte da un laboratorio di Torino sull’acqua prelevata da quattro pozzi privati alle falde di Bellolampo. 

 

I commissari straordinari di Amia, azienda per la raccolta dei rifiuti di Palermo, hanno chiesto la liquidazione della Pea, la società consortile di scopo che era stata costituita per gestire il termovalorizzatore che doveva nascere a Bellolampo, sulla base dell’ex piano regionale dei rifiuti, revocato dal governo di Raffaele Lombardo. Lo hanno comunicato gli stessi commissari, Sebastiano Sorbello e Paolo Lupi, alla commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana che oggi ha ascoltato in audizione l’assessore per l’Energia, Pier Carmelo Russo e il sindaco di Palermo Diego Cammarata. La Pea Scpa è controllata per il 48% dall’Amia, mentre il gruppo Falk e la società Actelios detengono un altro 48%; il resto delle azioni è diviso tra Consorzio Asi (1 per cento), Aster (1 per cento), Gecopre (0.5 per cento) e Safab 0.5% (per cento). Presidente della Pea è Gaetano Lo Cicero, ex commissario di Amia, indagato per disastro colposo, gestione non autorizzata di rifiuti e traffico di rifiuti nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Palermo sulla presenza di percolato, il liquame che avrebbe inquinato la falda acquifera. La Pea ha in gestione il terreno a Bellolampo dove era prevista la costruzione del termovalorizzatore e dove dovrebbe sorgere la sesta vasca, necessaria ad aumentare la capienza della discarica, la cui quinta vasca, consegnata proprio oggi dal Prefetto, avrebbe una capienza di soli tre mesi.

 

Il prefetto di Palermo Giancarlo Trevisone ha firmato l’autorizzazione per l’utilizzo della quinta vasca della discarica di Bellolampo. Lo ha comunicato il sindaco di Palermo Diego Cammarata nel corso della sua audizione alla Commissione Ambiente dell’Ars. Il sindaco ha spiegato, inoltre, che giovedì prossimo si svolgerà a Roma la riunione del tavolo tecnico, istituito dopo gli incontri dei giorni scorsi fra lo stesso Cammarata, il ministro per l’ambiente Stefania Prestigiacomo e il sottosegretario alla protezione civile Guido Bertolaso, per valutare le proposte di variante alla quinta vasca che consentano di aumentare l’abbancamento dei rifiuti. A questa riunione di tipo tecnico ne seguirà un’altra per seguire l’attività del tavolo tecnico. "Il rilascio dell’autorizzazione all’utilizzo della quinta vasca – ha detto Cammarata – mi conforta. Confido nell’impegno del Governo nazionale e del ministro Prestigiacomo affinché fra l’utilizzo della discarica e l’identificazione di soluzioni più congrue per lo smaltimento dei rifiuti, che si tratti di termovalorizzatori, non vi sia soluzione di continuità. La città non può subire interruzioni nell’abbancamento dei rifiuti e ha bisogno di una prospettiva certa per il futuro".

 

"La Regione deve muoversi e chiedere lo stato di emergenza sui rifiuti al più presto". Lo ha detto il sindaco di Palermo Diego Cammarata a margine della conferenza stampa che si è svolta oggi sul bilancio comunale. "Intanto questa mattina il prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone – ha aggiunto Cammarata – firmerà l’autorizzazione per il conferimento dei rifiuti nella quinta vasca di Bellolampo. Giovedì andrò a Roma per partecipare ad una riunione con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e con dei tecnici per studiare un progetto di variante alla quinta vasca per aumentarne la capienza".

 

Il governo di Raffaele Lombardo sta valutando l’ipotesi di smaltire fuori dalla Sicilia i rifiuti a causa dei problemi di capienza che si registrano in molte delle discariche al momento attive. Lo ha spiegato l’assessore regionale per l’Energia, Pier Carmelo Russo, durante l’audizione in commissione Ambiente all’Assemblea regionale siciliana, che oggi ha ascoltato il sindaco di Palermo Diego Cammarata e i commissari straordinari dell’Amia, l’azienda per la raccolta dei rifiuti nel capoluogo siciliano. L’assessore Russo ha fatto il punto sulla situazione delle discariche in Sicilia, solo quelle di Messina, Catania ed Enna hanno una capienza di medio-lungo periodo. Per questo motivo, i tecnici dell’assessorato per l’Energia stanno valutando costi e modalità per l’eventuale affidamento a imprenditori privati del conferimento dei rifiuti che sarebbero poi smaltiti fuori dalla Sicilia.

 

"In Sicilia lo smaltimento dei rifiuti ha assunto una dimensione molto preoccupante. Soltanto tre discariche (Messina, Catania ed Enna) hanno una capienza a medio-lungo termine, le altre sono quasi sature. La situazione peggiore è a Bellolampo, i commissari di Amia hanno confermato che la quinta vasca tra tre mesi sarà esaurita, in queste condizioni non rimarrà che trasferire i rifiuti a Enna". Lo dice il deputato e componente della commissione Ambiente dell’Ars, Davide Faraone. "I commissari di Amia hanno spiegato in commissione Ambiente – aggiunge Faraone – che stanno studiando l’ipotesi di farsi autorizzare la vasca Sella, una sorta di collegamento tra la quarta e la quinta vasca; ma per farlo occorrono tra i 12 e i 18 mesi, per cui rimane il problema di come smaltire i rifiuti nel breve termine". "La soluzione – prosegue Faraone – allo studio dell’assessorato per l’Energia potrebbe essere smaltire i rifiuti fuori dalla Sicilia affidandosi ai privati, stabilimento costi fissi. Ma ciò creerebbe gravi problemi dal punto di vista economico-finanziario all’Amia che sopravvive con i fondi versati dai comuni che conferiscono la spazzatura nella discarica di Bellolampo".

 

"Stamattina la commissione ha potuto constatare l’impegno delle varie istituzioni rivolto a risolvere il problema della discarica di Bellolampo". Lo dice il deputato regionale del Pdl e presidente della Commissione ambiente dell’Ars, Fabio Mancuso, al termine dell’audizione. "A mio parere – aggiunge Mancuso – la situazione, anche se sotto controllo, merita approfondimenti ulteriori specialmente sulle relazioni fra Amia, progettisti del commissario delegato e governo regionale, al fine di presentare a quello nazionale una soluzione unica, visto che ancora oggi il governo non conosce il piano di gestione operativo della quinta vasca della discarica palermitana". "Quindi, auspico una seria programmazione che coinvolga tutti – conclude Mancuso – e la commissione continuerà la propria opera, monitorando le attività di tutte le discariche siciliane, per scongiurare lo stato di emergenza".

 

Il gip di Palermo, Silvana Saguto, ha convalidato questa mattina il sequestro della Vipro srl di Carini, una delle società incaricate dall’Amia di trattare i residui dei rifiuti di Bellolampo, e l’impianto di depurazione della Carollo, impresa dolciaria di Carini. Alle strutture erano stati messi i sigilli due settimane fa con un provvedimento preventivo dei pm Geri Ferrara e Claudia Bevilacqua. Secondo gli inquirenti, la Vipro non avrebbe smaltito il percolato nel modo corretto e avrebbe realizzato uno scarico abusivo, collegato col canale delle acque piovane e con il torrente Ciachea. I residui della lavorazione del percolato, ma anche quelli provenienti da rifiuti petroliferi e dalla lavorazione delle navi, avrebbero inquinato il mare. Anche la Carollo non avrebbe smaltito i rifiuti rispettando le norme previste. Rimangono indagati i vertici societari di Vipro e Carollo per scarico abusivo di sostanze pericolose, danneggiamento aggravato ed emissione molesta, mentre è stata archiviata la posizione del presidente dell’Asi di Carini, Alessandro Albanese. Sempre nell’ambito dell’inchiesta sulla formazione a Bellolampo di una grossa chiazza di percolato, il liquido nocivo prodotto dai rifiuti dopo l’abbancamento in discarica, sarà interrogato nel pomeriggio il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, indagato per disastro ambientale.

 

Si è dimesso ieri sera il consiglio di amministrazione dell’Ato rifuti Palermo 1, presieduto da Giacomo Palazzolo. "Dimettendomi ho preso le distanze da una situazione assurda – spiega Palazzolo – e ho anticipato i sindaci dei comuni soci dell’Ato, levanodoli dall’imbarazzo di revocare il mio incarico. Ormai era venuto a mancare il rapporto di fiducia reciproca tra consiglio di ammnistrazione e proprietà della società, rappresentata dai sindaci". "L’emergenza rifiuti nel nostro territorio – prosegue Palazzolo – è purtroppo reale ma è altrettanto vero che l’Ato Palermo 1, da quando lo presiedo io, ha sempre presentato il bilancio in attivo. L’atteggiamento di alcuni sindaci non è stato però altrettanto responsabile e non voglio fare da capro espiatorio per i loro errori e loro carenze". Domani pomeriggio i sindaci dei comuni soci dell’Ato Palermo 1 si riuniranno nella sede di Cinisi per nominare il nuovo consiglio di amministrazione.