La corte d’appello del processo al sen. Marcello Dell’Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa, è entrata in Camera di Consiglio per emettere la sentenza. La corte è nell’aula bunker del carcere Pagliarelli. La sentenza è prevista per domani o sabato. La Procura generale, al termine della requisitoria, aveva chiesto la condanna a 11 anni del senatore che in primo grado aveva avuto 9 anni di carcere. Nella Camera di consiglio, come di norma, dei giudici del processo a Marcello Dell’Utri non possono entrare giornali, radio o Tv. I magistrati quindi non vedranno la partita dei mondiali dell’Italia con la Slovacchia.
Niente dichiarazioni spontanee del senatore Marcello Dell’Utri (Pdl) all’ultima udienza del processo d’appello che lo vede imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. A differenza del processo di primo grado, nel quale venne condannato a 9 anni di carcere, questa volta Dell’Utri non si e’ presentato in aula all’ultima udienza del processo. A inizio udienza il pg Antonino Gatto fara’ le repliche alle arringhe difensive e successivamente tocchera’ alla difesa con le controrepliche. Subito dopo la seconda sezione della Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Claudio Dall’Acqua entrera’ in camera di consiglio. La sentenza e’ prevista tra domani e sabato.
E’ iniziata con le repliche del pg di Palermo Antonino Gatto l’ultima udienza del processo d’appello al senatore Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il rappresentante dell’accusa ha fatto sapere che parlera’ per circa un’ora. Prima di prendere la parola ha depositato il testo scritto della sua requisitoria. Subito dopo prendera’ la parola la difesa del senatore. L’imputato e’ assente, quindi oggi non fara’ dichiarazioni spontanee. Salvo imprevisti, i giudici entreranno subito dopo in Camera di consiglio. L’accusa ha chiesto per Dell’Utri la condanna a undici anni di carcere. In primo grado il senatore era stato condannato a nove anni di carcere. La sentenza dovrebbe essere emessa tra domani e sabato, ma non e’ escluso che possa slittare a domenica. ”Oggi la mia presenza in aula sarebbe stata inutile, anche perche’ non avrei fatto neppure dichiarazioni spontanee. Ecco perche’ ho preferito restare a casa. Aspettero’ la sentenza da qui”. Lo ha detto il senatore Marcello Dell’Utri all’ADNKRONOS, commentando la sua assenza all’ultima udienza al processo d’appello che lo vede imputato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa. Oggi i giudici andranno in Camera di consiglio. Il pg ha chiesto undici anni di carcere per Dell’Utri.
PG A GIUDICI, VOSTRA DECISIONE E’ STORICA
"Non vorrei essere nei vostri panni. Dovete prendere una decisione storica per il nostro Paese: o costruire di un gradino attraverso il quale forse si potrebbero fare altri scalini per scoprire verità che hanno dilaniato l’Italia oppure no". Lo ha detto il pg Nino Gatto alla Corte d’appello nella sua replica al processo in cui Marcello Dell’Utri è imputato per concorso in associazione mafiosa. "Germoglia da tempo un interscambio tra politica e mafia, questa sentenza potrebbe sancirlo. E’ un peccato – ha detto – che sia stato separato il procedimento per calunnia che ulteriore supporto avrebbe dato alle nostre accuse".
PG, PENTITO SPATUZZA E’ ATTENDIBILE
L’affidabilità del pentito Gaspare Spatuzza è stata ribadita dal pg Nino Gatto nella sua replica al processo d’appello in cui Marcello Dell’Utri è imputato per concorso in associazione mafiosa. "Non ho sentito dichiarazioni di natura tecnica – ha detto – Ho sentito solo che Spatuzza non è una persona per bene. Che ha fatto delle stragi e molti omicidi e per questo non può essere credibile. Ho sentito solo ingiurie nei confronti del collaboratore. Ma qui siamo ancora all’età della pietra, allora. A prescindere dalle decisioni della Commissione del Viminale sulla protezione a Spatuzza, sarà questa corte a decidere sulla sua attendibilità". "L’unica notazione tecnica sulle dichiarazioni di Spatuzza da parte della difesa – ha spiegato Gatto – è l’autonomia del canale Graviano-Dell’Utri-Berlusconi dal canale Dell’Utri-Mangano, ma anche questo fa a cazzotti con le altre risultanze. In ogni caso il collegamento Dell’Utri-Graviano è provato dal provino che fece Gaetano D’Agostino al Milan". "Potremmo capire l’importanza delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza forse solo in futuro. La sua testimonianza non è stata assolutamente un boomerang per l’accusa, anzi tutto quello che ha detto combacia alla perfezione con ciò che era stato affermato prima dai pm e dai giudici". Lo ha detto il procuratore generale, Nino Gatto, al termine delle sue repliche al processo d’appello al senatore Marcello Dell’Utri.
La Corte d’appello di Palermo ha letto nell’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo, dove si svolge il processo a Marcello Dell’Utri, una lettera appena arrivata di Carlo Marchese, detenuto in passato assieme al pentito Gaspare Spatuzza. "Non conosco i difensori di Dell’Utri – dice Marchese – Posso dire che ho parlato spesso con Spatuzza mentre ci trovavamo nel carcere di Parma. Tutto quello che ci siamo detti é stato probabilmente registrato ed è quindi riscontrabile. Mi ha confessato di essere stato protagonista della strage di via D’Amelio e mi ha parlato anche di Dell’Utri, Silvio Berlusconi (che non mi sta simpatico soprattutto da quando si vanta di aver inasprito il 41bis) e Massimo D’Alema". Dopo la lettura della missiva, la difesa di Dell’Utri ha chiesto nuovamente l’esame di Marchese, rigettato dalla Corte che ha addotto le stesse motivazioni della precedente udienza, ribadendo la mancanza assoluta di necessità dell’audizione.
LA DIFESA: "E’ UN PROCESSO DI SOLI PENTITI"
"E’ un processo di soli pentiti. Le accuse all’imputato sono state fatte solo da loro e non hanno nessun riscontro". Così l’avvocato Alessandro Sammarco ha controreplicato al procuratore generale, Nino Gatto, al processo d’appello al senatore Marcello Dell’Utri davanti alla seconda sezione della Corte d’appello di Palermo. "Ci sono episodi sporadici – ha ribadito – nel corso di un lungo arco temporale di incontri con alcuni personaggi. Per esempio, con Mangano non ci sono stati incontri tranne forse quello negli anni Settanta al ristorante Le colline pistoiesi e ad Arcore. Non ci sono telefonate frequenti. Anche se ci fossero prove di un’amicizia, questa non sarebbe in ogni caso un reato". "Adesso il pg ci viene a dire che gli incontri tra Dell’Utri e mafiosi non sarebbero stati nel 1993 ma nel 1994 – ha proseguito – A parte che così cambierebbe tutta la lettura delle cose già dette e in ogni caso non c’é alcun riscontro a eventuali riunioni". Sul pentito Gaspare Spartuzza, Sammarco ha rincarato la dose dell’arringa. "Le sue dichiarazioni sono strumentalizzate – ha spiegato – dall’ottenimento di benefici. Le cose che ha detto sono vaghe e generiche e smentite da tutti i testi di riferimento". Sul presunto rapporto di Dell’Utri con i fratelli Graviano, Sammarco si è chiesto "che dimostrazione è un provino di un ragazzino di dieci anni, Gaetano D’Agostino, al Milan che sarebbe stato ‘spinto’ da Dell’Utri? Ma stiamo scherzando?". Dura la replica al monito finale di Gatto. "Il pg ha chiamato la corte a fare la storia – ha detto – ma nessun giudice deve fare questo. I giudici devono solo applicare la legge. Le conseguenze delle sentenze non devono interessare ai giudici. Noi chiediamo solo questo perché l’applicazione della legge non può che portare all’assoluzione di Dell’Utri".
