Alessio Ferlazzo

Sono dodici i reparti del Policlinico di Messina ispezionati da 30 carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni guidati dal comandante del gruppo Italia meridionale del Nas, il tenente colonnello Ernesto Di Gregorio. Accertamenti sono in corso anche nelle mense. Militari dell’Arma hanno registrato alcune criticità ma un rapporto complessivo sulla situazione sarà redatto nei prossimi giorni. Il tenente colonnello Di Gregorio ha ispezionato anche le sale operatorie del reparto di ostetricia e ginecologia del Policlinico e ha incontrato anche Laura Salpietro, la puerpera di 30 anni che era in sala parto mentre due medici litigavano.

 

Scarse condizioni igieniche, farmaci scaduti e anche la carcassa di un pipistrello dentro il reparto di terapia intensiva coronarica: a rilevarlo dentro il Policlinico di Messina sono stati, su incarico del Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, i Carabinieri del Nas di Catania, collaborati dai colleghi di Palermo Catanzaro e Ragusa e da quelli del Comando Provinciale di Messina, presso il policlinico di Messina. La struttura, hanno fatto sapere i Nas in una nota, "é interessata da carenze igienico-sanitarie, strutturali e tecnico impiantistiche tali da costituire pericolo per la salute dei degenti e del personale operante in violazione alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e di degenza di cui al D.L.vo 81/2008, nonché presenza di farmaci accantonati nelle corsie dei vari reparti e mancato rispetto dei percorsi sporco/pulito".

 

Nell’elenco delle gravi irregolarità, in particolare, una delle tre sale operatorie del reparto di chirurgia vascolare è risultata interessata da carenze strutturali, di personale ed igienico-sanitarie. In proposito la Direzione Sanitaria del nosocomio ha provveduto, attesa l’interdizione delle attività del personale tecnico dello SPRESAL (Servizio prevenzione e sicurezza ambienti lavoro dell’azienda sanitaria provinciale), alla chiusura in autotutela della sala operatoria. Presso il pronto soccorso pediatrico sono state trovate 50 confezioni di farmaci ( non salvavita) scaduti di validità da circa due anni; sono state rilevate carenze igienico-sanitarie e strutturali riconducibili a lavori di edilizia con presenza di calcinacci e polvere. Nell’area UTIC (Unità Terapia Intensiva Coronarica) è stato rinvenuta la carcassa di un pipistrello ricoperta di ragnatele e nell’area farmacia è stato individuato un locale adibito a deposito di farmaci e dispositivi medici, carente dal punto di vista igienico-sanitario e strutturali. Trovati anche i rifiuti speciali (toner e mercurio estremamente pericolosi per la salute pubblica).

 

L’area interessata è stata sottoposta a sequestro. Nei corridoi seminterrati di collegamento tra i vari reparti, adoperati anche per il trasferimento dei degenti, sono stati rinvenuti accumuli di detriti, immondizia e materiali in disuso, nonché rilevate diffuse perdite d’acqua dalle tubazioni. Il registro di entrata e di uscita dei medicinali ad azione stupefacente del reparto di chirurgia generale ad indirizzo oncologico non era aggiornato da tempo. Per questa violazione sono state denunciate in stato di liberta due persone. Il risultato della prima fase dell’ispezione, che continuerà anche nei prossimi giorni, è stato riferito alla Procura della Repubblica di Messina e all’Assessore alla Sanità della Regione Sicilia, Massimo Russo, che ha condiviso l’azione dei Carabinieri dei Nas.

 

Intanto il ginecologo Vincenzo Benedetto, uno dei protagonisti della lite in sala parto, è interrogato in procura a Messina dal procuratore aggiunto Ada Merrino e dal sostituto Federica Rende. Era stato lui stesso due giorni fa a chiedere di essere sentito. Questo pomeriggio Benedetto sarà ascoltato dall’Ordine dei medici di Messina che dovrà valutare la sua sospensione dall’albo professionale. La procura ha nominato un collegio di esperti per stabilire se c’é un nesso di causa ed effetto tra la lite tra i due medici, Benedetto e Antonino De Vivo, scoppiata nella sala parto del Policlinico, e le complicazioni della puerpera, Laura Salpietro, 30 anni, che ha dovuto subire l’asportazione dell’utero, e il blocco cardiaco del neonato, Antonio, che potrebbe avere subito danni in caso di mancanza di ossigeno al cervello.


LA MAMMA ABBRACCIA IL NEONATO. Per la prima volta stamani al Policlinico Laura Sapietro ha abbracciato il suo neonato. "La madre è venuta a vedere il bambino ed era molto emozionata", dice il prof. Ignazio Barberi, primario della Unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina. La donna è stata accompagnata in reparto con la sedia a rotelle e poi appena ha visto il piccolo Antonio si è commossa. Ha abbraciato forte il bambino e lo ha allattato. "Le condizioni del bambino stanno migliorando, ma dovremo fare ancora molti accertamenti", dice il medico. "La mia assistita ha sempre adorato i bambini e desiderava tanto averne uno. E’ nata per fare la mamma, ora è molto depressa per tutto quello che è accaduto". Lo ha detto l’avvocato Flavia Buzzanca, legale di Laura Salpietro. "La mia assistita ha confermato nella sua denuncia – prosegue l’avvocato – che era previsto un parto naturale assistito e le sue condizioni erano ottime e nessuno poteva ipotizzare quello che è accaduto dopo. In precedenza non aveva avuto alcun problema o patologia, lo dicono le cartelle cliniche e gli esami ematologici". In merito alla lite, l’avvocato ribadisce che la sua assistita non ha visto niente, ma ha sentito le grida dei due medici. "La gravidanza era andata molto bene fino al 25 agosto, quando c’é stato il ricovero al Policlinico – conclude – e il mattino seguente era previsto il parto".

 

LA DIFESA DI VINCENZO BENEDETTO. "Ho fatto tutto quello che bisognava fare, essendo medico di guardia, per il migliore dei risultati per la signora Salpietro in quel momento specifico". Ha detto  Vincenzo Benedetto. "Mi dispiace – ha aggiunto – per quello che è accaduto e mi dispiace per l’azienda sanitaria Policlinico che non meritava un cosa del genere e per tutti i colleghi che ci lavorano. Al Policlinico c’é personale medico e paramedico che lavora ogni giorno con gravi difficoltà e dà sempre il massimo". "Non ci sono stati ritardi, dalla chiamata dell’anestesista, per il taglio cesareo, al suo arrivo sono passati 20 minuti", ha aggiunto Benedetto. "Non c’é stato nessun scontro fisico di nessun tipo fra noi due – prosegue Benedetto – In tutti questi anni inoltre, non ho mai avuto a che fare con De Vivo. Lui è assegnatario di una borsa di studio e quindi gli è assolutamente vietata qualsiasi attività di assistenza. Non c’é mai stata rivalità personale tra noi due data la differenza di età". "Ribadisco – prosegue Benedetto – gli auguri migliori per la signora Salpietro. Al momento opportuno quando si sarà risolto tutto e le acque si saranno calmate sarò disponibile a spiegare alla signora le cose come sono andate".

"Sono molto rammaricato per essere stato sospeso dall’attività ambulatoriale, ma non sono preoccupato perché è solo una sospensione cautelativa. Rimango a tutti gli effetti un medico del Policlinico. Non sono stato licenziato come il signor De Vivo", ha aggiunto con la voce rotta dall’emozione Benedetto. "Non sono preoccupato – aggiunge – per quello che deciderà l’Ordine dei medici di Messina nei miei confronti, spiegherò le mie ragioni. Ho ricevuto decine di telefonate e di sms di solidarietà dai miei colleghi. Sono molto amareggiato – conclude – mi mancano solo due anni per andare in pensione".

"Abbiamo presentato una relazione al magistrato dove si evidenzia che già 3 anni prima alcuni medici avevano presentato una nota alla direzione sanitaria del Policlinico nei confronti del dott. Antonio De Vivo, nella quale si chiedevano dei provvedimenti nei suoi confronti per comportamenti analoghi alla vicenda che si è verificata di recente". Lo ha detto l’avvocato Ettore Cappuccio, legale del professor Vincenzo Benedetto. "Abbiamo cercato – ha proseguito Cappuccio – di chiarire la vicenda e abbiamo presentato anche documenti e un tabulato telefonico". "Voglio ribadire che il mio assistito non ha mai messo il gel per stimolare le contrazioni alla puerpera, cosa che è stata fatta da qualcun altro. Questo é un aspetto che è bene chiarire una volta per tutte", ha aggiunto Cappuccio. "Sottolineo – ha detto il legale – che il mio assistito non ha aggredito nessuno e che la lite è avvenuta in sala riunioni e non in sala parto".

 

LOMBARDO. "Speriamo che la tragedia di Messina sia ridimensionata e che il bambino stia bene. L’episodio è grave e non può rimanere impunito. Non vorrei che quando l’autorità istituzionale, politica o amministrativa comminerà una sanzione finisca che dopo sei mesi questa venga annullata in qualche modo. Io mi auguro che ci sia la sensibilità di tutte le istituzioni affinché le sanzioni vengano applicate con fermezza". Lo dice il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo commentando la vicenda avvenuta nel Policlinico messinese.

 

RUSSO. "La Regione farà la sua parte – aggiunge – L’assessore Russo é molto più rigoroso di qualunque ministro, con tutto il rispetto, e lo è giorno per giorno tanto a Messina quanto a Mazzarino o Caltanissetta, dove perse la vita un ragazzo di 22 anni. Dove succedono episodi di sconsideratezza e di disonestà da parte di medici che devono capire che il sistema è cambiato. C’é una legge, c’é una riforma e una amministrazione rigorosa ma, soprattutto, deve esserci al primo posto la salute e la vita dei cittadini e dei pazienti. Per il resto, ci si scandalizzi anche perché, purtroppo, su questo tema c’é un certo razzismo intollerabile, non dovremmo dimenticare quanto è successo in questi giorni a Roma o in passato nelle cliniche private lombarde dove si ammazzavano le persone come se niente fosse".