PETIZIONE POPOLARE VIA WEB
Egregio ingegnere Lo Cicero, Presidente CdA AMIA,
una città si può dire civile, e che vive in un contesto democratico, se i suoi servizi pubblici, pagati quindi con il denaro dei cittadini, operano in modo trasparente, nel rispetto dei principi di legalità e di equilibrio economico-finanziario, fornendo un servizio efficiente ed efficace a favore dei cittadini, rispettando i diritti e la sicurezza nel lavoro dei propri dipendenti, senza strumentalizzare le loro paure per tentare di influenzare negativamente l’attività del Consiglio comunale, così come è successo nella vicenda dell’aumento TARSU; un episodio inquietante, che ha ricordato pari accadimenti del passato, di “cianciminiana” memoria.
Le sue “intenzioni”, riportate dagli organi di informazione, di voler svolgere un’azione moralizzatrice e di ritorno alla normalità aziendale nelle attività dell’AMIA sono da ritenersi meritorie, se Lei troverà il modo di concretizzarle nell’espletamento della sua Direzione dell’azienda. La invitiamo ad andare oltre l’indispensabile, e condivisa, scelta industriale di far partire la raccolta differenziata dei rifiuti, ormai norma strategica dell’Unione Europea. Andare oltre, senza dover spendere altri soldi, ma intaccando taluni presupposti che hanno, con tutta evidenza, consentito e agevolato i gravi casi di mala amministrazione dell’AMIA.
Pertanto, tenendo in considerazione la volontà democratica dei cittadini palermitani espressa nella bocciatura dell’aumento della TARSU, Le chiediamo con la presente petizione popolare via WEB, promossa di comune intesa da : Maurizio Calà segretario CGIL di Palermo e dai capogruppo in Consiglio Comunale Davide Faraone (Partito Democratico), Fabrizio Ferrandelli (Italia dei Valori), Antonella Monastra (Un’altra storia), Mimmo Russo (MpA), veicolata via web sul sito della testata giornalistica d’informazione, Siciliainformazioni.com che condivide l’iniziativa, al fine di dimostrare alla cittadinanza, concretamente, di voler essere conseguente alle sue "intenzioni" più volte dichiarate in questi giorni, impegnandosi a:
1) Chiudere con le misteriche ombre del passato. Presentando una querela, alla Procura della Repubblica ed un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti, al solo fine di accertare, con tutte le garanzie previste dalla legge, se nelle attività amministrative e gestionali dell’AMIA pregresse, dal 2001 al 2008, vi siano riscontrabili profili penali, o anche di illegittimità e illeicità nei comportamenti gestionali dei suoi amministratori e dirigenti, che possano aver contribuito, impropriamente, al formarsi dell’immane deficit aziendale di oltre 150 milioni di euro, e portato al disastro gestionale e organizzativo l’Azienda. I cittadini di Palermo hanno il sacrosanto diritto di sapere cosa è successo all’AMIA e come sono stati trattati e spesi i loro soldi.
2) Ripristinare all’AMIA i principi di legalità degli atti gestionali dell’Azienda tutelando la loro natura di atti pubblici, dismettendo l’illegittimo costume, sin’ora seguito, di “secretare” le deliberazioni del CdA e gli atti amministrativi aziendali, che dovrebbero, invece, essere sempre disponibili, con una corsia preferenziale, integralmente ed in tempi rapidi, alle richieste di accesso – in visione o con rilascio di copie – dei Consiglieri Comunali di Palermo, legittimi rappresentanti legali dell’azionariato pubblico dei cittadini, proprietari unici dell’AMIA. Bisogna, altresì, prevedere similari facilità di accesso agli atti per le rappresentanze sindacali aziendali e le testate giornalistiche d’informazione.
3) Garantire i principi di trasparenza all’AMIA, adeguando il sito web dell’AMIA, come accade in tutte le altre città d’Italia, alla massima informazione e trasparenza sulle attività istituzionali dell’Azienda, che deve operare esclusivamente al servizio dell’interesse pubblico, consentendo il libero controllo diretto dei cittadini. Parimenti, nell’ambito della riforma dello Statuto aziendale, da Lei preannunciato, si auspica, venga posto l’esplicito divieto formale a spese di natura meramente “pubblicitaria” sui mezzi d’informazione, nonché ad attività di sponsorizzazione onerosa di eventi, manifestazioni ed iniziative, non rientranti nella “mission istituzionale” dell’Azienda.
4) Vigilare affinché in AMIA non si ripetano più violazioni dei diritti di sicurezza e sindacali a danno dei lavoratori, mantenendo l’AMIA nell’area di proprietà pubblica; perciò,serve instaurare rapporti sindacali più corretti e trasparenti, evitando con cura che si possa ricreare in azienda un clima di tensioni sindacali, i cui esiti non possono che rivelarsi a danno dei lavoratori e, di riflesso, funzionali al ripetersi di nuovi periodi di sospette “emergenze rifiuti” a danno di tutti i cittadini palermitani. Ipotesi sciagurate, che potrebbero essere gestite, strumentalmente, da “comitati d’affare”come un alibi improprio, per riportare indietro l’orologio della storia della città, verso improponibili progetti di “riprivatizazzioni”, che stante il contesto storico e cronistico palermitano, sarebbero destinati, comunque, a riproporre, giocoforza, modelli sostanzialmente del tipo alla “Vaselli”, poco attenti ai diritti dei lavoratori e dei cittadini, ma di grande interesse politico, clientelare, mafioso ed economico, per gli odierni “eredi” ed “emuli” di Vito Ciancimino.
Si tratta di quattro elementari richieste. Di quattro impegno formali, che attendono risposte, pronte e coerenti, da un pubblico amministratore, che ha il dovere di operare solo per l’interesse e il bene pubblico, distinguendo la buona gestione dalla cattiva. Quattro cose, che si possono realizzare facilmente, non necessitando del supporto di investimenti finanziari. Quattro atti di volontà gestionale che, però, determinano la differenza tecnica e la qualità democratica nella conduzione amministrativa di una Azienda, interamente di proprietà dei cittadini, che anzitutto ha bisogno di essere guidata bene.
Questo Le chiedono per confermare concretamente la credibilità delle Sue “intenzioni”, i promotori ed organizzatori della presente Petizione popolare via WEB, invitandola a dimettersi prontamente,invece, laddove , in coscienza, Lei ritenesse di non potere, affatto, dar corso a questi quattro semplici impegni di principio,a causa dello stretto mandato politico ricevuto dal Sindaco Cammarata. Risparmierebbe, cosi, la perdita di nuovo tempo utile e la costituzione di nuovi equivoci politici, alla cittadinanza palermitana, che da Lei, dal Sindaco e dall’AMIA pretende, per intanto, che la città sia tenuta pulita e decorosa , come accade nel resto d’Europa.
I sottoscritti cittadini di seguito firmatari sul sito Siciliainformazioni.com:
