Oggi, vi raccontiamo una “storia minima” di cronaca quotidiana. Una impastata di “amore dei genitori” per i propri figli, dei “sogni” infantili per un mondo più colorato e attento, di difesa dei “diritti di cittadinanza”, di un consigliere comunale, Fabrizio Ferrandelli, che svolge in modo non burocratico il proprio mandato/dovere. Insomma, una storia di quelle che, nonostante tutto, dimostrano l’esistenza in vita di adulti che hanno ancora a cuore,in “modo sano”, i voleri ed i diritti, anche di “sognare”, dei bambini. Sempre più, di fatto, considerati elementi quasi d’intralcio, talora un “problema”, nei contesti familiari dei grandi centri urbani.
Racconta Ferrandelli : “Alla scuola materna ed elementare “Cascino”, a piazza Casa Professa,i genitori da tempo si sono organizzati, hanno fatto fronte comune, per seguire al meglio la crescita dei loro figli, creando tutte le opportunità possibili per contribuire alla formazione del loro carattere. Il tutto nell’ambito di un contesto di quartiere – storico come quello di “Ballarò”- bellissimo, dal punto di vista artistico ed architettonico, ma certamente non fra “i contesti” più premiati dalla buona sorte”.
A merito di tutti i protagonisti della storia che vi stiamo raccontando, va detto, che il fiore all’occhiello della scuola è una buona integrazione razziale, fra bimbi italiani ed extracomunitari, dove il rapporto ormai è vicino al 2/1.
“Così, nell’ambito delle attività parascolastiche, i genitori degli alunni della scuola Cascino con i bambini, e gli operatori del “centro Iqbal” – prosegue Ferrandelli – alla fine di un percorso culturale, di laboratori e incontri multirazziali (il progetto intitolato “La famiglia fa scuola”) hanno dipinto con i colori dell’arcobaleno la cancellata della scuola che ospita la materna e l’elementare. Il tutto con l’autorizzazione preventiva dell’Edilizia scolastica.
“Un “lavoro” che ha tenuto impegnati i bambini e le mamme per alcune settimane, durante lo scorso inverno – spiega Ferrandelli – ma che, adesso, rischia di essere vanificato perché la dirigente scolastica del plesso, la signora Rosalba Bono, si è incaponita sul fatto che la ringhiera deve tornare al colore verde, come lo era prima che la dipingessero i bimbi. Una decisione presa senza rendere partecipi i genitori che da un giorno all’altro hanno visto alcuni bidelli al lavoro mentre ridipingevano l’inferriata”.
Quando le mamme sono andate dalla preside per avere chiarimenti, non hanno, però, ottenuto alcuna spiegazione : “ho deciso così, punto e basta”. Per questo, le mamme ed il “centro Iqbal” hanno avviato una petizione tra la gente di Ballarò. Raccogliendo un buon numero di firme che saranno consegnate all’assessorato alla Pubblica Istruzione, nella speranza che qualcuno, che può, possa intervenire, tempestivamente.
“E’ una terribile delusione per i bambini – dice Carmela, una mamma – perché hanno imparato a divertirsi cooperando tra di loro, rispettando regole e permessi, superando le differenze sociali e razziali. Questa ringhiera colorata è la rappresentazione della bellezza di quest’armonia con i colori dell’arcobaleno e ora tutto deve essere cancellato con un mano di vernice? Ma che male fa? A chi dà fastidio? Anzi è un sano tocco di colore, di allegria. E Dio sa, quanto c’è ne bisogno".
“La preside pensi piuttosto – dice Amina, un’altra mamma – a riparare i danni che ci sono nella scuola, con i bagni rotti, i tetti e i muri scrostati e la sporcizia che regna sovrana con topi e scarafaggi in giro per le aule”.
Il consigliere Ferrandelli, che da anni si occupa di organizzare e supportare l’attività del volontariato sociale nel centro storico di Palermo, ora sta cercando di sensibilizzare i vertici del Comune perché si blocchi quanto prima questa polemica inutile, da cui escono “danneggiati” solo i bimbi. Che volevano, solo, “giocare”, dopo aver avuto anche il permesso dei grandi. Un permesso che, peraltro, era stato preventivamente concesso. Per cui , adesso, rischiano di non capire più né la logica del ripensamento di cui sono vittime, né perché ciò che fanno loro non merita la stessa considerazione delle cose che fanno i grandi. Da parte nostra, un solo, e modesto, consiglio alla preside – che ordinariamente peraltro riesce a svolgere in maniera egregia il suo lavoro – dia precedenza agli altri tanti concreti problemi che la scuola ha.
