Fim, Fiom e Uilm si sono rifiutati di siglare la terza proroga della cassa integrazione per 90 lavoratori dei Cantieri Navali di Palermo per altre 13 settimane. "Abbiamo diffidato l’azienda a non attuare la proroga della Cig perché dai dati in nostro possesso, per quanto parziali, esistono le condizioni per tenere occupati i lavoratori – dice il segretario della Fiom-Cgil di Palermo Francesco Piastra – L’azienda da un lato appalta ad altre aziende dell’indotto e dall’altro chiede la proroga pur non esistendone la necessità. Abbiamo chiesto un incontro all’ufficio provinciale del lavoro per mettere in chiaro che Fincantieri non può utilizzare strumenti che prevedono esborsi dello Stato senza reali motivazioni". Al Cantiere di Palermo è in fase di realizzazione una commessa, della durata di quattro mesi di lavoro, per due rimorchiatori di alto mare Artman e per riparazioni navali per la Tirrenia. "C’é abbastanza lavoro sia per l’organico Fincantieri che per l’indotto quindi per noi la cassa integrazione può essere sospesa – afferma il delegato Rsu Fiom Francesco Foti – Da settembre aspettiamo che il ministro Scajola dia il via alle commesse pubbliche ma anche l’ultimo incontro del 8 marzo a Roma è saltato senza una nuova data e non sappiamo se queste commesse esistono oppure no".
Secondo i lavoratori "i cantieri del Nord sono saturi di lavoro mentre il Sud si svuota". A Monfalcone sono state acquisite due navi da crociera, Marghera ha lavoro fino al 2014, il cantiere di Riva Trigoso (in Liguria) continua la sua attività. "Al Sud è diverso: a Castellammare il cantiere è fermo da aprile mentre a Palermo da luglio-agosto non ci saranno altre commesse", accusano i sindacati. Lavoratori e sindacati esprimono preoccupazione anche rispetto alle previsioni del piano regolatore del porto e al Prusst del comune "che toglierebbe il 50 per cento degli spazi al cantiere". "Con la nuova direzione, che abbiamo da 8 mesi, non solo non si acquisiscono nuove commesse ma ci dicono che il cantiere non è più produttivo – aggiunge Foti – E’ come se fosse svanito tutto il lavoro svolto nei 5 anni della gestione precedente, in cui abbiamo raggiunto standard superiori a Monfalcone, con gli stessi operai e gli stessi ingegneri di adesso".
