La polizia ha interrogato nella notte familiari e parenti di Silvio Pellicanò, il pensionato di 70 anni assassinato ieri sera in via Cimabue, nel quartiere Uditore a Palermo. L’uomo è stato ucciso con colpi di pistola, che lo hanno centrato al torace, mentre stava rientrando in casa con la moglie. Gli investigatori non escludono alcuna pista, compresa la rapina finita nel sangue. Intanto stanno indagando sulla vita privata della vittima a caccia di eventuali elementi utili alle indagini.
La notizia
Un geometra di 70 anni, Silvio Pellicanò, è stato ucciso dentro l’androne di casa con tre colpi di pistola in via Cimabue a Palermo. L’allarme è stato dato dagli abitanti dell’edificio che hanno sentito i colpi di pistola. E’ intervenuta la polizia di Stato. Secondo prime notizie la vittima non aveva precedenti penali.
Pellicanò era un dipendente dell’Amat, l’azienda trasporti urbani di Palermo, in pensione. Una delle prime ipotesi per spiegare l’omicidio è che l’uomo sia stato vittima di una rapina, abbia reagito e sia stato ucciso. Ma si tratta d’ ipotesi investigative fatte a caldo, con ancora il cadavere della vittima per terra in una pozza di sangue nell’androne dello stabile. Via Giovanni Cimabue si trova nel quartiere Uditore vicino alla circonvallazione della città, non lontano da via Bernini dove il capomafia Totò Riina abitò con la famiglia negli ultimi anni di latitanza.
(Foto d’archivio)
