Dario La Rosa

Torna il maltempo, con una pioggia record da 100 millimetri in una notte, e ritorna l’allarme smottamenti a Messina. Un’altro fiume di fango, staccatosi dalle colline, ha invaso le frazioni di Mili e Santa Margherita, invadendo cantinati e piani terra di diverse abitazioni, senza creare però problemi alle strutture né alle persone. Ma anche in città l’acqua ha procurato danni a numerosi cantinati, compresi quelli della Procura e del Comune. Paura anche all’ospedale Papardo: per le infiltrazioni d’acqua dal tetto, sono crollati tre pannelli del controsoffitto del reparto di ginecologia e ostetricia e della sala operatoria. Il polo materno-infantile è stato chiuso e i pazienti sono stati trasferiti in altri nosocomi. Tra gli abitanti di Mili è tornato invece il terrore della frana del 1964, quando il fango coprì molte abitazioni e in tanti furono costretti a lasciare le case uscendo dalle finestre dei piani superiori. "E’ stato terribile – afferma una donna – abbiamo pensato a 46 anni fa, ma anche al 1 ottobre scorso e a quanto è accaduto a Giampilieri. La paura è stata tanta". Sono gli anziani quelli che appaiono più provati sia per il pericolo vissuto ma anche per la paura di dovere lasciare le loro abitazioni. Un pensionato rivela di "avere la porta d’ingresso ostruita dal fango" e di "essere uscito dalla finestra del piano terra" ma annuncia sicuro: "io da qui non mi muovo, resto a casa mia". Attorno a lui nella piazza centrale di Mili ci sono decine di curiosi che guardano gli operai e i tecnici della protezione civile al lavoro per rimuovere il fango dalla strada e ripristinare la viabilità. Nei tratti più alti il fango ha raggiunto l’altezza di oltre un metro e mezzo, coprendo diverse auto. Certo il pensiero è corso a Giampilieri, dove alcuni abitanti denunciano che la notte scorsa l’allarme predisposto in caso di allerta per il maltempo non è scattato e le sirene non hanno suonato lasciando che tutti rimanessero a casa. Ma la pioggia caduta questa volta ha procurato danni più diffusi nel Messinese, dove anche i paesi di Scaletta e Itala sono rimasti isolati. A Longi, sui Nebrodi, l’esondazione di un torrente ha fatto crollare parte del muro di contenimento di una piazza e messo a rischio la caserma dei carabinieri che potrebbe dovere essere sgomberata a scopo preventivo. A Messina danni anche nelle frazioni di Santo Stefano Briga e Pezzolo. A Santo Stefano Medio una coppia di 40 anni è stata salvata da un cugino che li ha aiutati a abbandonare la casa, circondata dal fango, salendo al primo piano dell’abitazione. Nel villaggio di Santa Margherita una decina di famiglie ha deciso di non trascorrere in casa la prossima notte e una persona è rimasta ferita perché un masso staccatosi da una parete rocciosa ha danneggiato il tetto della sua abitazione. Il fango sull’asse Catania-messina ha bloccato per alcune ore l’autostrada A18, la Strada statale 114 e i collegamenti ferroviari. Problemi si sono registrati per l’allagamento delle cabine nella fornitura di energia elettrica, che sono stati risolti. Più difficili quelli legati all’interruzione della fornitura di acqua in alcuni rioni di Messina per un guasto a un impianto di sollevamento. "La situazione è grave ma il peggio è passato – ha commentato il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca – per il momento non ci sono ordinanze di sgombero ma i danni ci sono e chiederemo la dichiarazione di calamità naturale per diverse frazioni della città. Certo le previsioni meteo che annunciano la presenza di sole ci tranquillizzano".