Giulio Giallombardo

I difensori di Gaspare Spatuzza hanno presentato ricorso al Tar contro la delibera della commissione ministeriale che ha bocciato il programma di protezione per il pentito. Lo scrive oggi il Corriere della Sera, aggiungendo che il ricorso è stato depositato sabato nella cancelleria del Tribunale amministrativo regionale del Lazio.

 

Secondo i legali del collaboratore di giustizia, Valeria Maffei, Adriano Tolomeo e Sergio Luceri, il presidente della commissione, il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, doveva astenersi da ogni pronuncia perché in precedenza aveva già "bocciato" il collaboratore di giustizia.

 

Mantovano, aggiungono gli avvocati di Spatuzza, aveva accusato pubblicamente i magistrati di "palese violazione di legge" raccogliendo le dichiarazioni dell’ex mafioso sul conto di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri oltre il limite dei sei mesi dal primo verbale imposto dalla legge. Mantovano ha firmato il 15 giugno scorso il provvedimento di esclusione di Spatuzza dal programma di protezione, proprio con la motivazione delle accuse fuori tempo massimo.


REAZIONI. "La decisione di non concedere la protezione speciale a Spatuzza è stata dettata da ragioni politiche e trova spiegazione nella scarsa autonomia dimostrata dal sottosegretario Mantovano nei confronti del premier, chiamato in causa insieme a Dell’Utri proprio dallo stesso collaboratore nell’ambito del rapporto fra politica e cosa nostra". Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato Idv e responsabile giustizia del partito. "La richiesta – prosegue De Magistris – era stata avanzata da tre Procure e dalla stessa Procura nazionale antimafia, tenendo conto del fatto che Spatuzza è stato riconosciuto credibile da varie procure. Proprio l’operato e l’autorità di queste procure sono stati messi in discussione dal sottosegretario. Francamente, dovendo scegliere, appare maggiormente credibile la valutazione dei magistrati rispetto al formalismo politicizzato con cui Mantovano giustifica la decisione". Secondo De Magistris si tratta di "una decisione dal sapore ‘educativo’ verso tutti i collaboratori, per ricordare loro che nominare il sovrano di Arcore ha sempre un prezzo da pagare, soprattutto in un certo terreno scivoloso e pericoloso come quello della relazione politica-crimine. Ora si deve attendere il Tar, sperando che le conseguenze di questa scelta infelice non ricadano negativamente sulle inchieste delicate in corso in Sicilia".

 

"Gaspare Spatuzza, dichiarato collaboratore di giustizia da tre procure e dalla procura nazionale antimafia, ha il nostro pieno sostegno, affinché gli sia concessa subito la protezione cui ha diritto". Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze, nel 1993. "Ribadiamo oggi questo concetto – prosegue – mentre apprendiamo che i suoi legali hanno fanno ricorso al Tar del Lazio contro provvedimenti amministrativi, nel merito dei quali non vogliamo entrare ma che comunque ci lasciano perplessi". Maggiani Chelli evidenzia comunque che "il sottosegretario Mantovano si era reso disponibile a rivedere la situazione di Gaspare Spatuzza qualora in Parlamento si fossero chiesti cambiamenti alla legge sui collaboratori di giustizia. Non comprendiamo perché il Parlamento non provveda ad ottemperare velocemente con un decreto più che rapido a cambiare la legge sui collaboratori di giustizia, come successe quando fu necessario emettere un decreto in 48 ore per impedire che fosse abolito l’ergastolo a Riina". Gaspare Spatuzza, ricorda l’associazione, "a Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 ha fatto saltare il pulmino che ha ucciso i nostri parenti. Sa benissimo chi gli ha dato quell’ordine e non può non conoscere gravi indizi che portano a chi ha concorso nella strage dall’esterno di Cosa nostra". Giovanna Maggiani Chelli ha anche affermato che "stiamo andando verso un processo a Tagliavia (Francesco Tagliavia, 56 anni, nuovo indagato nell’inchiesta sugli attentati del ’93 a Firenze, Roma e Milano, ndr) in quella occasione ascolteremo quasi certamente Gaspare Spatuzza che accusa direttamente Tagliavia e in questa occasione, mentre ci costituiremo in massa parte civile nel processo, supporteremo Gaspare Spatuzza quale collaboratore di giustizia. Sarebbe gravissimo dover vedere arrivare in aula a Firenze il collaboratore Spatuzza senza la dovuta scorta e ascoltarlo parlare senza paravento con i rischi che ne conseguono”.