Beni per oltre 200 mila euro, di presunta provenienza illecita, sono stati sequestrati dalla polizia a un netturbino di Gela, Giorgio Lignite, di 39 anni, ritenuto esponente di spicco della famiglia Emmanuello di ‘Cosa Nostra’. I sigilli sono stati apposti a un edificio di quattro piani, nel quartiere Baracche, e a un oliveto di due ettari. Lignite, conosciuto col nome di ‘Davide’, fu arrestato già nel 2007, nell’ambito dell’operazione antiracket ‘Oraculum’, insieme con due suoi presunti complici, Angelo Fiorisi e Salvatore Cannizzo, per associazione mafiosa, estorsione e minacce. Lignite avrebbe estorto denaro a una delle imprese che gestiscono il servizio di nettezza urbana a Gela, avrebbe controllato appalti e subappalti nel territorio e minacciato le vittime di ritorsioni e danneggiamenti, qualificandosi come esponente del clan Emmanuello. In uno degli anni presi in esame dagli investigatori, il bilancio finanziario della famiglia del netturbino presentava uscite superiori di 60 mila euro rispetto alle entrate, senza giustificazioni plausibili.
Mafia, sequestrati beni per oltre 200 mila euro a un netturbino di Gela
04 novembre 2009 - 20:20
Roberto Rizzuto
