Alessio Ferlazzo

Come succedeva a Napoli anche a Palermo le montagne di immondizia sui marciapiedi sono diventate una attrazione per i turisti che fotografano il degrado in cui si trova la città. Lo sciopero dei netturbini di Amia Essemme e la crisi finanziaria del Coinres, il consorzio che si occupa del servizio nei comuni della provincia, hanno determinato l’accumulo di rifiuti con situazioni igienico-sanitarie al limite. A Palermo in ogni strada, anche in pieno centro, i cassonetti sono stracolmi di spazzatura, con la gente costretta a lasciare i sacchetti nei marciapiedi perché l’immondizia non viene raccolta da alcuni giorni.

 

Anche la scorsa notte nei quartieri di periferia alcuni cittadini hanno bruciato i rifiuti che ormai vengono abbandonati anche di fronte alle scuole e agli ospedali. Montagne di rifiuti circondano i cassonetti in via Ammiraglio Gravina, nel centro di Palermo, e invadono marciapiedi e carreggiata impedendo il transito dei pedoni. I cumuli di immondizia emanano un odore nuseabondo e fanno colare liquidi.

 

La situazione non è migliore in molti comuni della provincia, dove la raccolta della spazzatura è ferma per i problemi del Consorzio che la gestisce, a cui l’Amia impedisce di conferire i rifiuti nella discarica di Bellolampo per un contenzioso economico. C’é un clima di tensione tra gli stessi operatori; due giorni fa a Palermo alcuni lavoratori di Amia Essemme hanno aggredito gli operatori della capogruppo Amia, sollevando l’indignazione del sindaco Diego Cammarata e del Prefetto Giancarlo Trevisone.