Torna la quiete a Lampedusa dopo la guerriglia scoppiata ieri a mezzogiorno tra un gruppo di immigrati tunisini, che hanno minacciato di fare esplodere due bombole di gas, e una cinquantina di lampedusani. La polizia ha poi caricato i tunisini, molti dei quali sono rimasti feriti. Questa mattina a Lampedusa regna la calma. I lampedusani sono impegnati nei preparativi per i festeggiamenti religiosi della Santa patrona, la Madonna di Porto Salvo. Fino alla tarda serata di ieri, i festeggiamenti erano a rischio perche’ il sindaco, dopo gli scontri avvenuti, insieme con il parroco don Stefano Nastasi e il vescovo di agrigento monsignor Francesco Montenegro, aveva pensato di annullare le celebrazioni. "Non c’e’ nulla festeggiare", aveva chiosato ieri sera il sindaco.
Ma la svolta e’ arrivata dopo la telefonata tra il sindaco Bernardino De Rubeis e il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Il capo del Viminale ha assicurato al primo cittadino di Lampedusa che "entro le prossime 48 ore Lampedusa sara’ svuotata". Cosi’ e’ stato deciso che i festeggiamenti si faranno. Nei pressi della pompa di benzina, dove ieri e’ scoppiata la guerriglia, e’ tornata la calma. Anche se a terra ci sono ancora macchie di sangue e alcuni indumenti appartenenti agli immigrati tunisini rimasti li’ dopo gli scontri.
"Oggi sono piu’ sereno, nella notte sono stati trasferiti da Lampedusa altri trecento immigrati tunisini ed oggi sono previsti altri voli per portare via tutti gli altri clandestini che ieri hanno messo a ferro e fuoco la mia isola".
Così il sindaco di Lampedusa all’indomani della guerriglia. "Ieri sera ho avuto un incontro cordiale con il Questore di Agrigento che e’ venuto a coordinare le operazione mandato da Viminale – prosegue De Rubeis – Sono stato molto preoccupato ma oggi la situazione e’ nettamente migliorata". Oggi De Rubeis tentera’ di sentire il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Intanto, quattro immigrati tunisini sono stati fermati con l’accusa di avere appiccato l’incendio. La squadra mobile di Agrigento, oltre ai quattro tunisini, rinchiusi nel carcere di Petrusa, hanno fermato altre sette persone: quattro sono ritenuti gli scafisti di uno sbarco avvenuto nei giorni scorsi, mentre gli altri tre erano destinatari di un provvedimento di espulsione.
I provvedimenti sono stati firmati dal procuratore aggiunto di Agrigento Ignazio Fonzo che parla, in una nota della "particolare attenzione rivolta, con l’efficace cooperazione delle forze di polizia, al contrasto dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina e ai gravi reati ad esso collegati". I particolari dell’operazione verranno resi noti durante una conferenza stampa che si terra’ alle 11 alla Procura di Agrigento.
