Stefania Brusca

Sono nato 38 anni fa a Palermo, città bellissima nella quale vivo da sempre con la sola eccezione di 3 anni in cui per motivi sportivi e di studio mi sono allontanato andando a vivere in una regione del centro Italia. Alessandro, è comodo scrivere una toccante poesia da Bruxelles, da un elegante ufficio in stile moderno, magari riempito di carte. E’ comodo parlare a 2000 chilometri di distanza.

 

Palermo va vissuta, Palermo ti entra dentro, Palermo la ami e per certi versi la “devi” odiare. Ti ricordi di Palermo quando c’è da parlare di Falcone e Borsellino e siamo tutti d’accordo, gli abbiamo dedicato strade, piazze, scuole ed addirittura l’Aeroporto, che io con tutto il cuore avrei dedicato a Federico II. Parli di mafia ed è inevitabile non è un esercizio particolarmente arduo. Poi utilizzi decine di volte il verbo volere declinato spesso e volentieri in prima persona: “voglio”. Ebbene, tu vuoi, ma non dici ciò che saresti disposto a fare per la tua città, tu pretendi ma non hai proposto nulla di concreto. Parli di teatri, di cultura, di storia. Come giustamente rimarchi la nostra città è piena zeppa di cultura, di arte, di storia ma tutto ciò è consegnato irrimediabilmente ai cittadini che ne dovrebbero essere custodi.

 

Quegli stessi cittadini che hanno fatto dell’anarchia e della inosservanza delle regole più elementari di convivenza civile il leit motiv della loro esistenza? E da dove nasce questa anarchia? Proprio da quegli anni 90 di cui tu parli e durante i quali io facevo già politica attiva in un minuscolo partito di governo, come militante e componente di un direttivo giovanile.

 

Caro Alessandro l’epoca cui tu ti riferisci è un epoca di demagogia, di inflazione populista, dei pali di via Libertà e della creazione di un sistema di precariato che ancora oggi ci soffoca, anni in cui la mafia serviva a giustificare qualsiasi malefatta politica, qualsiasi insuccesso. Vuoi le primarie? Bene e per che cosa? Per consentire al potente di turno di assoldare più facinorosi possibile che lesti ed obbedienti andranno a scrivere il suo nome su una scheda? La politica è merito, non è potenza, la politica è servizio, non è strumento per se stessi, la politica è etica, è proposta. Alle tue latitudini, spiace constatare che la politica è contrasto sempre e comunque, la vostra è la politica del “niet”. Allora occorre soltanto cambiare mentalità, occorre un patto generazionale fatto da persone capaci e responsabili che dopo 7-10 anni tolgano il disturbo e consegnino il loro lavoro alle generazioni successive. Questo tenendo conto dell’unico nucleo capace di sopportare onori e soprattutto oneri di una stagione che ci vedrà ancora impegnati a fronteggiare la crisi economica: la famiglia. La famiglia, quella vera, quella costituita da padre, madre e figli uniti da un vincolo matrimoniale indissolubile. Quella famiglia nella quale ci si rifugia nei momenti tristi e difficili, quella famiglia che ti dà la forza ed il coraggio per riprendere il cammino della vita per te stesso e possibilmente per gli altri.

 

Ti leggo e parli ancora di qualcosa che tutti conosciamo ma per la quale nessuno, nemmeno i tuoi compagni, si è mai battuto. Allora io, mi sento di proporre a quelli come te, di sbracciarci insieme e di combattere la guerra giornaliera contro l’abuso, contro il malaffare, contro le insane abitudini dei nostri concittadini, compagni involontari ed inconsapevoli di un viaggio che solo i nostri figli sapranno giudicare. Adoro la politica pragmatica di Matteo Renzi, detesto profondamente i vari populisti Vendola, Di Pietro, Bersani, ammiro moltissimo la politica giovane di Alfano, detesto quella di alcune cariatidi che anche nel centrodestra tentano di sopravvivere a loro stessi non capendo che il loro elisir di lunga vita sono proprio i giovani preparati e motivati, che sanno già fare qualcosa e che alla politica si offrono pro tempore sapendo che dopo poco torneranno a impiegare il loro tempo esercitando la propria professione. Io sono certo che i miei figli ameranno Palermo e la Sicilia perché sapranno che il loro papà avrà speso del tempo per migliorare tanto l’una quanto l’altra… perché le ha amate sopra ogni cosa.

 

Alessandro, io sono del Pdl.

 

 

 

Michele Pivetti