Ignazio Panzica

Va male, molto male, il mercato delle costruzioni a Palermo. Non decolla ancora il grande disegno ultradecennale del recupero del patrimonio edilizio del centro storico. Da più di dieci anni non si costruiscono più immobili ed alloggi residenziali di edilizia economica e popolare, convenzionata e sovvenzionata. Insomma, non si fanno più case popolari per i lavoratori con redditi bassi, e non si consente più alle cooperative di costruire case di medio valore per impiegati e professionisti.

 

È il trionfo della speculazione immobiliare, con il mercato palermitano in controtendenza nazionale: a Roma e Milano i prezzi calano almeno dal 20% sino al 40 %, a Palermo si registra – e non sempre -un flessione dei prezzi delle vendite immobiliari dall’1.7% sino al 7 %.

 

Il Presidente dell’Ance, Giuseppe Di Giovanna, non mostra dubbi: la colpa è del Comune di Palermo. E a nulla è servito l’ultimo incontro dell’ANCE con la giunta Cammarata. Fermo il PEEP, fermo il centro storico, ferma l’edilizia popolare. Gli imprenditori edili di Palermo e provincia non ce la fanno più. La situazione è sempre più drammatica. “La cosa più grave – ha spiegato Di Giovanna – è che nulla si muove mentre l’emergenza abitativa si accentua sempre più. E nel frattempo 2000 posti di lavoro sono a rischio e 300 imprese hanno già chiuso. La crisi economica ed occupazionale non esiste solo a Termini Imerese “.

 

L’Ance accusa che neanche dopo l’ultimo incontro sul futuro edilizio di Palermo, a Palazzo Forcella, tra sindaco, assessori ed alcuni docenti universitari di architettura ed ingegneria, sia emersa una qualche soluzione concreta. Protesta il Presidente Di Giovanna: “La classe politica non onora i suoi doveri di pubblici amministratori, dovrebbero andare a casa. Lo dico per tutti: Comune, Provincia e deputati regionali. È sconcertante che il Comune non muova un dito, ma anche il governo regionale non ha fatto e fa per intero il suo dovere”.

 

“L’approvazione all’ARS del Piano casa non cambierà molto per le imprese, perché stimolerà più che altro interventi in economia. – aggiunge Di Giovanna – Non c’è nulla di cui essere soddisfatti. Siamo l’ultima regione in Italia ad approvare la norma e per di più ancora non c’è la proroga per le cooperative edilizie, con centinaia di milioni di euro tra investimenti e contributi pubblici che rischiano di andare in fumo definitivamente, portando ulteriore elementi di disastro nel settore edile”. Nei mesi scorsi Di Giovanna aveva sollevato il “caso Zamparini”.

 

Meglio dire, il progetto del patron della “Palermo calcio” che richiede – non si capisce perché- una “corsia preferenziale” per realizzare un nuovo stadio, ovviamente con annesso centro commerciale, più 700 alloggi da realizzare nel quartiere San Filippo Neri (già ZEN). Il Presidente Zamparini potrebbe cioè ottenere, come sorta di contropartita economica per l’impegno da 150 milioni di euro necessario per edificare il nuovo stadio, la “straordinaria” concessione per la costruzione dei 700 nuovi alloggi residenziali in un’area che il PRG classifica l’area “verde agricolo”.

 

“Non siamo – ha concluso il Presidente dell’Ance – contro Zamparini. Anzi, ben venga il suo progetto. Ma che anche lui lavori nel rispetto delle regole e non a discapito delle imprese edili che per tempo, da anni, hanno curato di programmare i loro investimenti ed i loro lavori”.