Salvatore D'Anna

Due grossi incendi di sterpaglie alimentati dal caldo e dal forte vento hanno interessato la zona sud di Catania, nel rione San Francesco La Rena. Le fiamme sono state spente dopo diverse ora da più squadre dei vigili del fuoco.

 

E’ ancora attivo, invece, l’incendio divampato nell’Oasi del Simeto, vicino alla zona di Torre Allegra, dove sono al lavoro mezzi e uomini del corpo forestale regionale. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire e stanno ancora operando per spegnere incendi di sterpaglie in diverse zone della città. In alcuni casi le fiamme hanno distrutto, facendoli anche cadere, degli alberi.

 

Un incendio di sterpaglie di vaste dimensioni si è sviluppato anche nelle colline del villaggio di Sparta, a Messina. Sono in azione quattro mezzi dei vigili del fuoco e uomini della forestale.

 

Gli incendi che hanno interessato l’Oasi del Simeto, domati dalla Forestale, sono stati due ed entrambi di vaste proporzioni: il più esteso ha distrutto la vegetazione delle aree palustri che si estendono ai margini del canale Jungetto, il secondo ha aggredito la vegetazione naturale nei pressi del villaggio Ippocampo di mare. Lo precisa Legambiente, in una nota, sottolineando che "entrambi gli incendi appaiono di origine dolosa". "Ai danni subiti dalla vegetazione – si legge inoltre nel comunicato – vanno aggiunti quelli più gravi alla fauna per la conseguente ecatombe di animali vertebrati ed invertebrati, tanto maggiore perché relativa a un periodo dell’anno in cui la maggior parte delle specie ha da poco ultimato o ha in corso la nidificazione; tra queste va citata la Moretta tabaccata, specie minacciata a livello globale, che ha nel canneto della vecchia ansa del Simeto uno dei siti di nidificazione più importanti a livello mondiale". Legambiente contesta alla Provincia di Catania, che gestisce l’Oasi del Simeto, di "non essere riuscito a mettere a punto un sistema di controllo e tutela degli ambienti naturali, che risultano, pertanto, solo formalmente protetti". Legambiente auspica che "l’Ente gestore e gli organi di polizia giudiziaria facciano luce su questa ulteriore gravissima aggressione agli ambienti naturali ed adottino interventi ed attuino controlli affinché la riserva naturale possa considerarsi realmente protetta".