E’ in corso in questi minuti presso la prefettura di Agrigento un vertice per fare il punto sull’ospedale di Agrigento, posto sotto sequestro per gravi carenze strutturali dalla magistratura, che ha imposto anche lo sgombero. Alla riunione partecipano il sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso; il ministro della Giustizia, Angelino Alfano; l’assessore regionale alla Sanita’, Massimo Russo; il prefetto e il sindaco della citta’ dei templi, rispettivamente Umberto Postiglione e Marco Zambuto, il questore Girolamo Di Fazio e il comandante provinciale dei carabinieri. "Dopo la riunione valuteremo come procedere per tamponare il disagio dei cittadini agrigentini", ha detto Bertolaso entrando in prefettura.
Tra le ipotesi al vaglio in caso di sgombero del nosocomio ci sono il trasferimento di pazienti e personale medico nelle strutture ospedaliere vicine, ma anche l’allestimento di un ospedale da campo e la riapertura dell’ex nosocomio di via Giovanni XXIII. Ieri l’assessore regionale alla Sanita’, Massimo Russo, si e’ detto favorevole a riconsiderare i tempi di sgombero, perche’ "si consideri – ha detto – che c’e’ una ampia ala dell’ospedale che poggia su pilastri di acciaio e che quindi potrebbe non essere interessata dall’eventuale depotenziamento del calcestruzzo, e piu’ in generale perche’ venga riconsiderata attentamente la pericolosita’ sismica della zona di contrada Consolida su cui poggia la struttura ospedaliera".
Intanto, si terrà lunedì prossimo, davanti ai giudici del tribunale di Agrigento, presieduto da Franco Messina, l’udienza di riesame sul sequestro preventivo dell’ospedale agrigentino. A presentare ricorso era stato da un lato la stessa azienda ospedaliera e dall’altro il collegio difensivo dei 28 indagati. La decisione dovrà essere adottata entro il 13 agosto. Lo sgombero è previsto, invece, entro la mezzanotte del 23 agosto.
