"Era da quattro anni che la cercavo e oggi, finalmente, è qui tra le mie braccia. Con Gaetana ci siamo dette tante belle cose. Per il futuro? Andrà a scuola e farà una vita normale, come tutti i bambini della sua età". Non sa contenere la gioia, Rihab Gassouma, la madre di Mariam Gaetana, la bimba di 7 anni rapita dal padre, l’imprenditore Salvatore Ciolino, nel gennaio del 2006 e ritrovata ieri sera dai Carabinieri, durante un controllo al valico italofrancese di Ventimiglia. Oggi, Rihab, accompagnata, in caserma dai Carabinieri dal suo avvocato Giacomo Frazzitta, ha potuto riabbracciare la propria bambina.
"L’ultima volta che l’ho vista – prosegue la donna – é stato il giorno di Capodanno del 2006. Non ho veramente parole. In futuro, probabilmente rimarremo in Italia, ma dobbiamo ancora valutare. Colgo l’occasione per ringraziare i Carabinieri di Ventimiglia che mi hanno riportato la bambina; ma anche il mio avvocato e la Procura di Marsala". Soddisfatto anche l’avvocato Frazzitta: "Abbiamo lavorato negli ultimi quattro anni molto intensamente, con la collaborazione, tra l’altro, del procuratore distrettuale della California, che l’aveva individuata e con il quale avevamo avviato le procedure per il rimpatrio della minore, grazie alla convenzione dell’Aia. Era la fine del 2007 ed eravamo contenti di poterla rimpatriare, ma il papà l’ha di nuovo portata via, anche contro il volere del procuratore distrettuale. Tant’é che venne emesso un mandato di cattura per ‘volo non autorizzato di minore’ verso il Messico".
Prosegue il legale: "Nel luglio dello scorso anno, intanto é entrata in vigore la legge sul trattenimento di minori all’estero, che prevede la misura cautelare e una pena elevata per il genitore che si macchia di questo reato. Un articolo che é stato inserito nel pacchetto sicurezza, all’interno della legge cosiddetta Denise Pipitone. Anche questo ha contribuito, con il lavoro della Procura di Marsala".
"Da lunedì – conclude l’avv. Frazzitta – ci rivolgeremo al tribunale dei minorenni perché vengano emessi dei provvedimenti cautelativi affinché una cosa del genere non accada più, ma anche al fine di garantire alla bambina di vivere una bigenitorialità. Concludo dicendo che ci sono ancora molti interrogativi da chiarire. Innanzitutto, dove è stata in tutti questi anni la bambina e come hanno fatto a vivere. Abbiamo addirittura sentito che sono stati in Afghanistan ed anche in altri territori di guerra".
Presente, pur se a debita distanza, anche il papà della bambina, Salvatore Ciolino, che quasi con le lacrime agli occhi ha commentato fuori dalla caserma dei Carabinieri. "La madre non era all’altezza della situazione, visti i precedenti che ha in Tunisia. Non si curava della bambina e mi ha calpestato". Prosegue lo sfogo del padre: "Mi ero innamorato di lei, essendo una giovane e bella donna. Le ho dato ciò che potevo, ma lei forse pensava ad altro: a sistemarsi in Italia. Pensava che fossi ricco. Sì, lavoravo negli Stati Uniti, avevo una piccola ditta. Lei, però, ha forse voluto approfittare delle mie possibilità economiche iniziali e quando ha visto che non compravo case e terreni in Tunisia, mi ha dato un calcio e si è portata via la bambina. Io le ho detto, va bene; basta che ti comporti bene e che la curi, ma così non è stato. Sapevo che dovevo riconsegnare la bambina, quando mi trovavo all’estero. L’unica cosa che desidero, ora, è che la bambina cresca felice, ma in Sicilia e non in Tunisia, perché se tornerà laggiù, io non la vedrò più". Salvatore Ciolino afferma che in questi anni, la figlia è andata a scuola: "Ha imparato quattro lingue: italiano, spagnolo, francese e inglese. Quando mi fermavo da qualche parte a lavorare, lei frequentava la scuola del posto".
