Alcuni dei documenti consegnati nei mesi scorsi da Massimo Ciancimino ai magistrati della Dda di Palermo ”sono falsi”. E’ quanto affermano i tre consulenti della difesa del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a cosa nostra per la mancata cattura del boss mafioso Bernardo Provenzano nel 1995. I tre consulenti stanno deponendo davanti alla quarta sezione penale del Tribunale con Power Point per dimostrare che le carte consegnate dal figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino, sarebbero state ”manipolate”. Occhi puntati soprattutto su una lettera che Vito Ciancimino avrebbe scritto a Silvio Berlusconi alla fine degli anni Novanta. Nella lettera Ciancimino senior dice a Berlusconi di ”mettere a disposizione una delle sue reti televisive”.
Secondo la polizia scientifica chiamata a deporre prima dell’estate dai magistrati che rappresentano l’accusa, Antonio Ingroia e Antonino Di Matteo, la lettera ”non solo e’ autentica ma non presenta alcuna traccia di manipolazioni”. Non sono d’accordo i tre consulenti della difesa Mori, Antonio Marras, Antonio Di Pio e Antonio De Tommaso, con un passato nel Ris dei carabinieri. Secondo Marras ”la scrittura e’ autografa ma non e’ autentica” e fa notare che ci sono delle ”interpolazioni, fatte con un copia e incolla o con un sistema software particolare”. E’ sempre l’ex sottufficiale dei carabinieri a parlare di una ”manifesta manipolazione a un appunto autografo di Vito Ciancimino”. Inoltre, i consulenti mostrano al Tribunale anche delle presunte incongruenze tra le firme di Vito Ciancimino sul cartellino segnaletico del 19 dicembre ’92, il giorno del suo arresto e altri verbali.
Durante l’udienza i consulenti hanno anche mostrato alcuni dei ‘pizzini’ che, secondo quanto dichiarato da Massimo Ciancimino, sarebbero attribuibili a Bernardo Provenzano. Gli ex Ris dei carabinieri sono convinti che, in particolare 7 pizzini attribuiti a Ciancimino junior non sarebbero stati scritti dal capo mafia. Si tratta di fogli di carta scritti a macchina. A differenza di altri ‘pizzini’ attribuibili ”certamente a Provenzano” quelli consegnati da Ciancimino junior ”non lo sono”. Secondo i consulenti i 7 pizzini sono stati scritti ”da macchine per scrivere diverse ma molto probabilmente dalla stessa mano, che non e’ Provenzano”. Secondo la polizia scientifica, invece, i pizzini sarebbero stati scritti con la stessa macchina per scrivere. Un punto molto controverso che ha provocato non poche tensioni in Aula tra accusa e difesa. Adesso il pm Antonino Di Matteo sta conducendo il contro esame.
