Salvatore D'Anna

Un avvio formidabile, una flessione preoccupante, ora la verità. A Palermo il Parma cerca di comprendere quale sia la sua vera dimensione, anche dopo il mercato che ha regalato importanti pedine a Guidolin (Jimenez su tutti). Un match-verità quindi che apre una settimana difficile con il recupero con l’Inter mercoledì e, quattro giorni dopo, la sfida interna con la Lazio. Ma il Parma ora pensa solo al Palermo, una squadra diversa dalle altre per Francesco Guidolin. "Sarà la prima volta che tornerò da avversario ed il mio cuore è pieno di sentimenti e di emozioni – spiega il tecnico emiliano – Naturalmente dopo il fischio d’inizio mi concentrerò sulla partita, ma tre anni e mezzo pieni di soddisfazioni non si dimenticano". Paragonare quella squadra al Parma? Guidolin dice no: "La partenza è uguale, la serie B, e l’andamento per il momento è abbastanza simile però i progetti si sviluppano in modo diverso. Io auguro al mio Parma di riuscire a progredire così: spero che sia così con me. Per quest’anno noi il nostro obiettivo l’abbiamo fissato (la salvezza ndr) e ci dedichiamo a quello". Con il Palermo, invece, arrivò anche la prima posizione in classifica e la Champions fu sfiorata. "Al primo anno di serie A lo stadio era pieno un’ora e mezza prima dell’inizio della partita con 32.000 abbonati – ricorda – Risultati condivisi con la società, con i giocatori e con la gente". Anche con Zamparini. "Se tutti gli allenatori che ha avuto avessero fatto come me non ne avrebbe cambiati 38, ma solo cinque e sei. Il nostro rapporto? Ci siamo lasciati come ci si lascia tante volte tra allenatore ed un club, ma ci sentiamo almeno nei momenti delle feste e degli auguri. Una telefonata al presidente la faccio sempre e mi sembra che lui la riceva volentieri". Ora però quella squadra e quel presidente sono da battere "e sono convinto che se il mio Parma farà sempre tutte le domeniche la partita che ha disputato con la Juventus sarà difficile perdere – spiega il tecnico – Noi dovremo ritrovare quello spirito, quell’atteggiamento, quella gamba, quell’entusiasmo. Allora il nostro obiettivo arriverà". Contro i bianconeri (era il 6 gennaio) non c’erano però i nuovi arrivati Crespo ed Jimenez. Il primo non ci sarà nemmeno a Palermo per un problema alla caviglia, il secondo invece scalpita per un posto. "In una settimana non è facile vedere se è pronto a partire dal primo minuto, quindi mi prendo tutto il tempo a disposizione prima di decidere – risponde Guidolin sul fantasista cileno ex Inter – Sicuramente è un giocatore di qualità ma che sia pronto a giocare lo verificherò nelle prossime ore. Lui è un trequartista più che un centrocampista. Se il ragazzo sarà curioso e duttile ci potranno essere più ruoli per lui, tipo centrocampista vero e proprio in un centrocampo a tre. O addirittura quello del regista basso". Con Crespo resteranno a casa anche Zenoni e, a sorpresa, Paloschi. "Alberto è disponibile, ma secondo me è meglio che lavori due o tre giorni ancora", spiega l’allenatore che ora, al di là delle assenze, deve tornare a fare risultato. "Queste gare, parlo anche di quelle con l’Inter e la Lazio, che ci diranno di che pasta siamo fatti – sottolinea il presidente del Parma Tommaso Ghirardi – E’ il momento di dire se abbiamo ancora voglia di continuare a stupire".