L’emergenza criminalità a Gela, amplificatasi nel corso di un’estate fatta di incendi ad automobili, raid vandalici contro scuole e casi, quasi quotidiani, di rapine, furti e scippi, non viene negata neanche dal magistrato Lucia Lotti, a capo della locale Procura.
“Purtroppo – ammette il procuratore – in città si registrano dati preoccupanti. A fronte di una lieve diminuzione degli episodi di furti ed incendi di automobili, abbiamo individuato un aumento, esponenziale, di rapine e scippi”.
Lucia Lotti, sentita anche dall’emittente locale Canale 10, inserisce questa recrudescenza criminale entro canali totalmente estranei ai tradizionali gruppi mafiosi di Stidda e Cosa Nostra, oramai fortemente ridimensionati.
“Si tratta – dice – di azioni condotte, in prevalenza, da giovani, molti anche minorenni, in grado di danneggiare seriamente un intero edificio scolastico al solo scopo di sfogare il proprio malcontento”.
Il procuratore capo non nasconde che le indagini condotte dai magistrati da lei coordinati si stanno concentrando sull’anomalia rappresentata dal netto aumento delle denunce prodotte da furti, scippi e rapine.
“Ci siamo accorti – commenta Lucia Lotti – che al centro degli interessi di molti protagonisti di queste azioni c’è l’oro. Collane, anelli o, comunque, oggetti in oro, vengono sottratti anche per strada. Questo tipo di refurtiva ha, infatti, un vasto mercato, anche parallelo”.
Non è un caso che, proprio a Gela, i centri che si occupano dell’acquisto di oro siano aumentati a vista d’occhio.
“L’aumento – continua il magistrato – è direttamente proporzionale all’ampliamento del mercato. Si riduce, ad esempio,quello delle auto rubate e, così, il disagio sociale si sposta in direzione di ciò che viene maggiormente richiesto”.
Una situazione difficile quella che si vive a Gela.
“Siamo di fronte – conclude il reggente della procura – a vaste zone di degrado, etico e culturale, in grado di produrre delinquenza. Noi cerchiamo di arginarla come meglio possiamo ma non sempre le risorse a nostra disposizione ci consentono di agire come meglio vorremmo. Anche le istituzioni competenti, insomma, dovrebbero comprendere che quest’allarme, in mancanza dei necessari supporti, potrebbe divenire ancor più grave”.
