Ignazio Panzica

Palermo che città è se nelle sue viscere più profonde ristagnano 100mila tonnellate di percolato tossico provenienti dall’incuria di Bellolampo ? E si badi bene, che trattasi di una bonaria valutazione degli esperti ingaggiati dall’AMIA, storicamente responsabile di questo disastro ambientale. Il mese scorso Berlusconi, d’intesa con la Ministra all’Ambiente Prestigiacomo, ha firmato una ordinanza di Protezione civile, affidando alla Regione Siciliana la gestione della vicenda : bonificare al più presto il percolato debordante all’interno della discarica rifiuti di Bellolampo. L’Assessore regionale Pier Carmelo Russo non ci ha dormito sopra. E dopo una serie di puntualizzazioni fra regione e Comune , che hanno pure sortito delle infuocate polemiche,è riuscito a trovare 12 milioni di euro da “prestare” al Comune di Palermo (restituibili nell’arco di sei anni) per approntare tutti gli interventi più urgenti, sotto la vigile tutela della Protezione Civile regionale. "Non abbiamo pensato a commissariamenti – ha spiegato Russo – perché riteniamo di non dovere interferire con amministrazioni locali democraticamente elette. Ma compiremo tutti gli atti necessari per scongiurare l’aggravamento della situazione". La linea adottata dalla Regione, ha aggiunto l’Assessore Russo ha incontrato il pieno consenso del Ministero dell’Ambiente. Tanto e’ vero che, alla luce degli atti decisi dalla giunta regionale, e’ stata mantenuta l’apertura della discarica di Bellolampo. Senza le misure adottate dalla Regione infatti c’era, concretamente, il forte rischio che la magistratura fosse costretta a procedere ad una chiusura coatta della discarica, per i suoi gravi ed inquietanti profili d’inquinamento del sottosuolo cittadino. "E’ sconcertante come dell’emergenza rifiuti di Palermo non si senta quasi parlare, mentre la situazione diventa ogni giorno più pesante". Così il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha commentato l’emergenza rifiuti che sta travolgendo Palermo,con l’aggiunta della grande quantità di percolato fuoriuscito dalla discarica di Bellolampo.

 

"Sono evidenti – prosegue il leader nazionale di Legambiente – le responsabilità storiche nella politica regionale dei rifiuti. Ci sono forti interessi politici che impediscono all’emergenza palermitana di occupare le prime pagine". Il centrodestra che governa la Regione da "sette anni consecutivi – ha polemizzato Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia, – ha trasformato l’Amia in un carrozzone clientelare fino a portarla al fallimento. Un disastro frutto della totale incapacità gestionale di una società ormai in amministrazione controllata, aggravato dagli errori di progettazione venuti alla luce con la realizzazione dell’ampliamento della discarica di Bellolampo condotti dalla stessa Amia". Ci va giù dura Antonella Monastra, consigliere comunale palermitana di “un altra storia” e storica militante ambientalista : “ Esiste una grave emergenza sanitaria all’interno della dinamica dei disastri che l’AMIA ha imposto a Palermo. Infatti, nella città dove si paga la più alta tassa sui rifiuti, a fronte di un servizio pressoché inesistente e dove non si contano quasi le discariche a cielo aperto pericolose (spesso con consistenti residui di eternit ed oli esausti).”

 

“Prendiamo atto che per contrastare questo coacervo di emergenze- accusa la Monastra- la Giunta comunale non sta programmando interventi adeguati. Anzi, non ha trovato di meglio che tirarsi fuori un piano per il ripristino del decoro urbano. Individuato dal vicesindaco Scoma come la panacea di tutti i mali panormiti. Ecco, a seguire, le operazioni di polizia urbana scatenate contro i lavavetri, i venditori ambulanti e persino i i clienti delle prostitute! Evidentemente il vicesindaco Scoma considera queste le reali priorità di una città sabotata dai rifiuti giacenti in ogni angolo di strada e per fermare l’azione tossica del percolato sull’intera cittadinanza” “ A cui invece – conclude la Monastra – hanno dovuto far fronte prima l’intervento del Governo nazionale, ed oggi di quello regionale. Il Comune di Palermo ha così, implicitamente, ammesso l’inadeguatezza e l’impotenza della istituzione pubblica naturalmente investita della responsabilità di curare la sanità pubblica. Come peraltro impone la legge,mentre in città, a ridosso dei cumuli di spazzatura , proliferano ratti ed insetti di ogni tipo”.