Salvatore D'Anna

"Dopo aver mangiato a pranzo nella mensa del carcere di Enna, dieci agenti di polizia penitenziaria si sono sentiti male e il medico ne ha disposto il rientro a casa". Lo rende noto Mimmo Nicotra, vice segretario generale Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria. "Soltanto due di loro – aggiunge il sindacalista dell’Osapp – sono tornati in servizio, e gli altri otto hanno deciso di rimanere a casa per i postumi di un’intossicazione alimentare". Secondo Nicostra "il cibo ‘incriminato’ era uno spezzatino che poteva fare altre ‘vittime’. Infatti – osserva – questa pietanza era stata conservata per la cena. Soltanto l’accortezza della cuoca ha evitato il peggio. Il cibo non ha convinto l’addetta che ha preferito buttarlo". "L’istituto di Enna nello scorso agosto era stato visitato da una delegazione guidata dall’onorevole Bernardini, dal Garante per la Sicilia Fleres e dal sindaco di Enna – sottolinea Nicotra – questa delegazione ha visitato anche la mensa agenti o si è limitata a tutelare solo i detenuti? Noi come sindacato abbiamo chiesto al ministro Alfano un’ispezione, per capire come può accadere che alla mensa agenti arriva cibo avariato. Il ministro – conclude il sindacalista dell’Osapp – parla tanto di carceri a 5 stelle e invece ogni giorno ci confrontiamo con carceri del terzo mondo".