Rosario Cauchi

Mentre i sindaci dei comuni della provincia di Caltanissetta continuano a riunirsi allo scopo di comprendere fino in fondo i cambiamenti che verranno apportati dalla riforma regionale degli Ato, la crisi dello smaltimento dei rifiuti non sembra trovare soluzione.

 

Adesso, l’ultima speranza passa per Gela e per la discarica di contrada “Timpazzo”.

All’interno di un territorio che rischia di soccombere sotto il peso dei rifiuti, infatti, quello gelese è l’unico sito virtuoso.

Il presidente dell’Ato Cl1 Giuseppe Cimino, in questa fase in grave difficoltà a causa della chiusura della discarica di Siculiana fissata per venerdì e generata dai mancati pagamenti in favore del gruppo gestore, ha già chiesto di utilizzare il sito gelese.

La sua attuale controparte, però, il presidente dell’Ato Cl2, che si occupa dell’area meridionale della provincia, Francesco Liardo non appare così convinto.

 

“Aprire la discarica di Timpazzo anche a nuovi conferimenti – dice Liardo – rischia di creare una sproporzione nei costi di gestione, e pone dubbi anche sul fronte della capienza, insomma non possiamo dare preferenza ai comuni dell’Ato Cl1 danneggiando quelli che rientrano nel nostro Ato”.

Prima di aprire le porte ai carichi che potrebbero giungere dai 15 comuni dell’Ato Cl1, Liardo richiede “chiarezza e tempi certi”, aggiungendo che “non può certamente trattarsi di una soluzione definitiva”.

 

Tra le maggiori preoccupazioni, quella legata all’anticipazione delle somme da parte dei comuni dell’Ato Cl1, al momento non così certa considerando che la possibile chiusura del sito di Siculiana trae origine proprio da mancati versamenti.

 

“Del resto – aggiunge Francesco Liardo – non dimentichiamo che il Comune di Gela attende ancora il pagamento di crediti vantati nei confronti di molte amministrazioni della provincia di Caltanissetta, tutti generati dall’utilizzo in passato dei siti di smaltimento presenti sul nostro territorio”.

 

A quanto pare, inoltre, l’Ato Cl2 ha ricevuto ulteriori richieste da comuni in difficoltà nelle provincie di Agrigento e Ragusa.