"Sono migliaia i posti di lavoro a rischio nelle campagne siciliane per via dell’aumento del costo contribuivo per l’assunzione. L’aumento, in vigore dal primo agosto scorso, è stato determinato dalla manovra finanziaria e dalla mancata stabilizzazione delle agevolazioni contributive per zone agricole montane e per zone agricole svantaggiate accordata negli ultimi 5 anni e mezzo". Lo dice la Coldiretti siciliana. "Il rincaro è insostenibile – sottolineano il presidente e il direttore della Coldiretti siciliana, Alfredo Mulé e Giuseppe Campione – e ci saranno inevitabili ricadute sui livelli occupazionali. La mancata proroga colpisce il processo di maggiore trasparenza nei rapporti di lavoro messo in atto gli imprenditori onesti che sono spesso esposti al fenomeno della concorrenza sleale di soggetti che sfruttano la manodopera illegale e l’occupazione in nero". "In Italia – ricordano – il settore agricolo sconta livelli di pressione contributiva ben più alti della media europea e nettamente superiori a quelli vigenti nei paesi primi competitori del settore agricolo (Italia 43%, Grecia 10, Gran Bretagna 12,80%, Spagna 15,50%, Germania 17,70%, Polonia 19,89%)". "L’aumento del costo del lavoro rappresenta un ulteriore danno per gli imprenditori agricoli – concludono – di fronte al quale occorre subito intervenire. E’ indispensabile che, così come affermato da Antonio Azzollini, presidente della Commissione Bilancio del Senato, si risolva il problema recuperando le risorse per la stabilizzazione dei contributi o trovando almeno la copertura fino a fine anno, a partire dal 30 luglio".
Coldiretti: “In Sicilia migliaia di posti di lavoro a rischio nel settore agricolo”
06 agosto 2010 - 18:54
Alessio Ferlazzo
