La polizia ha arrestato nel Sud della Francia il capomafia di Agrigento Giuseppe Falsone, che compirà 40 anni ad agosto.
La polizia, attraverso le impronte digitali sta trovando la conferma definitiva che l’uomo arrestato sia proprio Falsone. Falsone, a cui si è giunti grazie anche all’attività informativa dell’Aisi, era tra i 18 latitanti più ricercati. Era sfuggito a un mandato di cattura del 1999 per associazione mafiosa, omicidi e traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Il padre del boss, Vincenzo Falsone, è stato il reggente di Cosa nostra ad Agrigento per molti anni e fu ucciso durante la guerra di mafia con gli ‘Stiddari’ agrigentini il 24 giugno del ’91 assieme al figlio Angelo, fratello maggiore di Giuseppe. Secondo alcune inchieste sulla mafia agrigentina, Giuseppe Falsone avrebbe gestito dalla latitanza grossi interessi in diversi settori. Il pentito Giuseppe Sardino, lo scorso ottobre al processo Hiram celebrato nel carcere di Rebibbia, ha riferito in aula che Falsone voleva stabilire rapporti con la massoneria siciliana e romana, ritenendoli utili per Cosa nostra. Falsone soprannominato il ”ragioniere", "gira rigorosamente armato, non si separa mai da palmare e pc portatile. E nella ventiquattrore porta la bibbia e testi di filosofia", ha anche raccontato Sardino che era stato braccio destro e vivandiere di Falsone. Il boss Bernardo Provenzano aveva indicato nei pizzini Falsone col numero 28.
Giuseppe Falsone, mafioso di Campobello di Licata (Ag), è considerato il capomafia di Agrigento, molto vicino a Bernardo Provenzano. Appena tre mesi fa, nell’ambito dell’operazione antimafia ‘Apocalisse’, i carabinieri di Agrigento e di Palermo hanno sequestrato beni e società riconducibili al boss Falsone per circa 30 milioni di euro.
"Grazie al lavoro straordinario della Polizia oggi è stato inferto un altro eccezionale colpo alla criminalità organizzata con l’arresto del venticinquesimo superlatitante inserito nella lista dei trenta dall’insediamento del Governo". Così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha commentato l’arresto del boss Giuseppe Falsone, già condannato all’ergastolo e ricercato da 11 anni. Il ministro ha telefonato al capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, per congratularsi dell’operazione.
"Oggi è una giornata felice per la Sicilia e l’Italia e per la Provincia di Agrigento. E’ stato catturato uno dei boss più spietati della Terra". Lo dice il ministro della Giustizia Angelino Alfano a Palermo. "E’ stato preso in Francia, in questo momento a Marsiglia sono in fase di raccolta delle impronte digitali – aggiunge – Se sarà confermata la sua identità si affermerà ancora una volta il primato dello Stato nei confronti dei latitanti ovunque si nascondano, anche in località straniera come in questo caso. Adesso si lavora alacremente per catturare Messina Denaro e siamo fiduciosi che anche questo obiettivo delle Forze dell’ordine, dello Stato e della magistratura possa essere centrato".
