Caltanissetta non cederà più a San Cataldo quella parte del suo territorio che si trova all’interno del perimetro urbano della cittadina sancataldese. Tutto rimarrà com’é attualmente e gli abitanti di quelle porzioni di territorio restano cittadini nisseni perché il Tar di Palermo ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Caltanissetta avverso il decreto dell’allora assessore regionale delle autonomie locali Francesco Scoma del 18 marzo 2009 sospendendone di fatto l’esecuzione. Con il decreto assessoriale era stata autorizzata "la consultazione referendaria sul progetto di variazione territoriale riguardante l’acquisizione, da parte del Comune di San Cataldo, di porzione di territorio e di popolazione facenti parte del Comune contermine di Caltanissetta".
Così facendo si voleva aggregare al Comune di San Cataldo, che aveva avanzato la proposta, quelle porzioni di territorio che sono di Caltanissetta ma che gravitano su San Cataldo. Ma il Comune di Caltanissetta si era subito opposto ed aveva presentato ricorso al Tar.
Con la sentenza emessa il Tar ha pure condannato l’assessorato regionale alle autonomie locali e funzione pubblica e il Comune di San Cataldo al risarcimento in solido delle spese processuali e degli onorari al Comune di Caltanissetta. Assieme al territorio avrebbero dovuto essere aggregati al Comune di San Cataldo anche i 509 abitanti interessati e sarebbe stata una grossa perdita per il Comune di Caltanissetta la cui popolazione sarebbe così scesa sotto i 60 mila abitanti e sarebbe stato declassato. Il sindaco nisseno Michele Campisi dice: "Incontrerò il sindaco di San Cataldo e assieme cercheremo di risolvere bonariamente il problema". A sua volta il sindaco Giuseppe Di Forti risponde: "Non c’é San Cataldo contro Caltanissetta; c’é, invece, la necessità di dare una risposta concreta al territorio e per questo occorre una soluzione che soddisfi le due città".
