Con l’accusa di usura i Carabinieri della Stazione di Cefalu’, unitamente ai colleghi di Castelbuono, nel Palermitano, hanno arrestato, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta di quella Procura della Repubblica, un sessantenne di Castelbuono, Tommaso Biundo, 60enne da Castelbuono. Le indagini sono andate avanti per circa 10 mesi, attraverso l’ausilio di sistemi di intercettazione, servizi di pedinamento e osservazione nonche’ perquisizioni domiciliari e sequestri documentali.
Era gia’ da tempo che il personale della Compagnia di Cefalu’ aveva intuito che, nell’ambito del circondario madonita, fosse presente il fenomeno dell’usura e per questo motivo si era avviata una serie di attivita’ tese a riscontrare quanto ipotizzato. Nel corso di questa attivita’ gli uomini dell’Arma sono riusciti ad acquisire la notizia di un presunto usuraio. Cosi’ sono state avviate le indagini. Nel caso in cui i debitori non fossero stati in grado di versare quanto dovuto, allora Biundo avrebbe portato gli assegni all’incasso.
Ed in effetti questo e’ quanto e’ capitato alle due vittime, le quali dal 2005 all’anno scorso hanno richiesto al Biundo tre prestiti, per i quali inizialmente hanno pagato le rate a titolo di interessi e per il rimborso del capitale. Successivamente pero’ i due non sono piu’ stati in grado di pagare, pertanto il Biundo versava a suo favore due assegni che deteneva a titolo di garanzia. Nel corso dell’investigazione si e’ potuto accertare che il Biundo aveva diversi incontri con le vittime, "al fine di convincerle a versare quanto dovuto". Queste pero’, trovandosi in un momento di difficolta’, cercavano di dilazionare i tempi. Dopo una perquisizione i militari hanno rinvenuto materiale ritenuto interessante. Oggi l’arresto.
