Alessio Ferlazzo

E’ sugli ultimi casi di omicidio trattati che si è concentrata l’attenzione dei carabinieri che indagano sull’aggressione subita, martedì scorso, dall’avvocato Enzo Fragalà, penalista ed ex parlamentare di An massacrato a bastonate vicino allo studio a due passi dal tribunale di Palermo. Gli inquirenti, che hanno sequestrato una serie di fascicoli – la mole di lavoro dello studio della vittima è enorme – stanno esaminando, in particolare, quattro o cinque vicende processuali. Come quella controversa e molto travagliata della faida tra due famiglie palermitane – i D’Amore e i Lo Forte che, domani, grazie all’annullamento della sentenza d’appello, ottenuta da Fragalà per i suoi assistiti (i D’Amore) potrebbe arrivare a sentenza.

 

Gli animi delle parti decisamente accesi e il contesto della faida – sullo sfondo c’é anche la famiglia mafiosa di Vicari alla quale i Lo Forte sarebbero legati – ha attirato l’attenzione degli inquirenti. Ma di definito, ancora, non c’é nulla. Sentiti a lungo dai militari i colleghi dello studio della vittima hanno negato che, al di là dei toni d’udienza, ci siano state minacce o pressioni sul legale. Poi c’é il processo ai cosiddetti "amanti diabolici" che, dopo la confessione poi ritrattata e infine confermata di uno dei due imputati, Gianfilippo Marotta, ha portato alla sua condanna a 16 anni in abbreviato. L’uomo è libero, mentre è ancora sotto processo l’ex compagna Elena Smeraldi: insieme avrebbe ucciso il marito di lei, Giuseppe Lo Cicero, colpito a morte in testa con una statuetta. Ma il lavoro degli investigatori non è semplice perché il materiale da esaminare è vastissimo.

 

Gli inquirenti stanno facendo una prima selezione delle cause "calde", escludendo quelle meno recenti. Fragalà la scorsa notte è stato operato per la seconda volta per la riduzione dell’ematoma provocato dall’emorragia cerebrale. "Papà sta lottando giorno per giorno", ha commentato il figlio del penalista, Massimiliano, che ha definito l’aggressione "un gesto vile contro un uomo buono". Sono gravissimi i danni neurologici riportati in un raid di inaudita ferocia che preoccupa e spaventa i colleghi della vittima. Domani, proprio per discutere di possibili reazioni formali delle toghe la Camera Penale terrà un’assemblea. Per consentire la massima partecipazione il presidente della corte d’appello di Palermo ha autorizzato la sospensione delle udienze.