"Sono dei vigliacchi: chiunque sia stato ad aggredire papà ha commesso un gesto vile e codardo". Lo afferma Massimiliano Fragalà, figlio dell’avvocato Enzo Fragalà, il penalista ridotto in fin vita da uno sconosciuto due giorni fa davanti al suo studio legale. Il giovane sottolinea che il padre esercitava la professione di avvocato "come una missione". "Molte volte – spiega – ha seguito cause anche senza essere pagato. E’ un punto di riferimento per molte persone anche disagiate. Alcuni preti di periferia spesso lo chiamano per chiedergli di occuparsi di casi difficili. E’ un uomo buono, amato da tutti. Fino al giorno dell’agguato è sempre stato sereno: non aveva ricevuto minacce né aveva sentore di alcunché". Massimiliano cerca tuttavia di trovare una spiegazione alla selvaggia aggressione nei confronti del padre: "Non scartiamo nulla: sia il gesto di un folle sia un omicidio premeditato e commissionato. Del resto papà seguiva casi molto ‘sensibili’". Il figlio del penalista azzarda anche un’ipotesi: "Non è detto – spiega – che l’aggressore sia un suo assistito o la controparte, non a caso la riforma assegna all’avvocato la facoltà di svolgere indagini indirizzandole anche verso terzi".
Aggressione a Fragalà, il figlio Massimiliano “Gesto vile e codardo. Sono dei vigliacchi”
25 febbraio 2010 - 13:00
Roberto Rizzuto
