Stefania Brusca

Fotograti a spiati da Cosa nostra. Nel mirino dei clan sono finiti quattro agenti della ‘catturandi’ di Palermo, la squadra che ha assestato colpi letali all’organizzazione mafiosa, arrestando boss e prestanome in diverse operazioni, decapitando il ghota delle ‘famiglie’ palermitane. Un lavoro, spesso condotto lontano dai riflettori, ma che evidentemente non è sfuggito ai capoclan. La Procura ha aperto un’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e dal pm Francesca Mazzocco, per fare luce sugli inquietanti episodi. Il primo risale all’inizio di agosto quando la moglie di un poliziotto è stata fermata per strada da tre uomini in auto, che con la scusa di chiederle un’informazione le hanno mostrato alcune foto che ritraevano il marito e altre persone, commentando le immagini con frasi del tipo: "Che bei mariti avete, che belle famiglie". L’ispettore e i suoi familiari sono stati già trasferiti. I quattro poliziotti della catturandi fanno tutti parte del gruppo che adesso è concentro sulla cattura del latitante Matteo Messina Denaro, numero uno tra i ricercati di Cosa nostra. L’inchiesta si avvale anche delle immagini della telecamera di un negozio che ha ripreso l’auto con i tre uomini che hanno avvicinato la donna. "Alle minacce occorre rispondere con i fatti", sostiene la Uil polizia. "Se ce ne fosse bisogno – dice Antonino Alletto, segretario nazionale del sindacato – siamo pronti a difenderli da questi balordi finanche liberi dal servizio ordinario e in forma gratuita". Intanto la Uil chiede allo Stato di ‘difendere gli agenti, che questi non vengano allontanati e che il ministero dell’Interno potenzi i presidi della Sicilia". Per Alletto "sembra talmente assurdo che appare come la trama di un film dove i cattivi sfacciatamente minacciano i buoni: però questa non è una fiction, ma la dura e cruda realtà". "Riteniamo che i nostri colleghi – prosegue – non debbano essere allontanati perché significa che stanno lavorando bene contro le consorterie mafiose e i fatti lo dimostrano". A fianco della squadra ‘catturandi’ si schierano anche Laura Garavini e Beppe Lumia del Pd, entrambi componenti della commissione Antimafia, i quali si augurano che "l’inchiesta aperta dalla procura possa presto fare luce sugli autori di questo gesto".