Entro il 2015 dovrà essere impegnata e spesa in Sicilia la somma di otto miliardi di euro, derivante da fondi strutturali europei 2007/2013, per progetti di interventi di messa in sicurezza del territorio e delle sue infrastrutture. È quanto emerso dai lavori del secondo Forum nazionale dei geologi svoltosi a Firenze.
“Il rischio non indifferente che si corre – ha detto Emanuele Doria, presidente dell’Ordine dei geologi di Sicilia – è che, non impiegando queste risorse, scatti il disimpegno automatico da parte dell’Unione europea, con il conseguente ritiro delle somme stesse”.
Il vicepresidente Carlo Cassaniti ha invece posto l’accento sulla mancanza di una pianificazione all’interno del territorio in relazione al rischio sismico. Cassaniti ha sottolineato come oltre la metà dei comuni siciliani non siano dotati del piano di Protezione civile previsto per legge. “Ad esasperare questo quadro – ha spiegato – c’è anche la litigiosità della classe politica che, quasi dimenticando le numerose vittime dei terremoti che hanno colpito l’Italia dal secolo scorso, non ha sin qui intrapreso le opportune azioni di prevenzione e di pianificazione”.
