Salvatore D'Anna

I 27 hanno raggiunto un accordo sul clima, secondo quanto riferiscono fonti europee.

 

In precedenza si erano raggiunti gli accordi per lo sblocco dell’empasse sulla ratifica del Trattato di Lisbona da parte dell’Irlanda e per il via libera al piano anti-recessione messo a punto dalla Commissione europea.

Il piano Ue anti-recessione, secondo la decisione presa oggi, dovrà poter contare su un ammontare complessivo di risorse – tra quelle impegnate dai singoli Paesi e quelle provenienti dal bilancio Ue – pari a circa l’1,5% del Pil Ue.

Il piano prevede, tra l’altro, interventi sociali per far fronte alla perdita di posti di lavoro e misure a sostegno delle piccole e medie imprese. Per far fronte alla flessione della domanda il piano apre anche incentivi a settori come l’auto e le costruzioni.

Sul fronte delle riforme istituzionali, il Consiglio europeo é riuscito a trovare, dopo sei mesi di impasse, la strada per ridare una prospettiva realistica all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona all’inizio del 2010. L’Irlanda si è sostanzialmente impegnata a convocare un nuovo referendum entro la fine di ottobre dopo che quello del 12 giugno scorso ha decretato la bocciatura del Trattato. In cambio Dublino ha ottenuto la promessa che il numero dei componenti della Commissione europea resti pari al numero dei Paesi e che venga garantita la non interferenza dell’Ue nella sua neutralità militare, nel diritto di famiglia e nel sistema fiscale.

 

E’ stato un "consiglio che resterà nella storia" e grazie al quale "l’Europa riprende il suo cammino istituzionale". Lo ha detto il presidente di turno dell’Ue Nicolas Sarkozy aprendo la conferenza stampa che ha segnato la chiusura del vertice Ue svoltosi oggi a Bruxelles.

 

Il presidente francese ha "reso omaggio" all’Italia per il contributo portato al raggiungimento di un accordo sul clima. "Grazie a Berlusconi, l’accordo è stato trovato rapidamente", ha detto Sarkozy.

"Siamo soddisfatti dei risultati del vertice, è stato un risultato pieno". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi. "Abbiamo convenuto che le misure anti-crisi devono essere compatibili con il Patto di stabilità": ha affermato il presidente del Consiglio.

"Siamo soddisfatti", ha detto il premier sottolineando come la "posizione tattica dell’Italia, anche con l’ipotesi di porre il veto, abbia portato un ottimo risultato".

E’ stato un "lavoro di squadra che ci ha portato ad un risultato straordinario considerata la barra di partenza", ha affermato Berlusconi sottolineando il lavoro congiunto di più ministri e citando Prestigiacomo, Scajola e Ronchi.

Con l’accordo raggiunto a Bruxelles l’Europa si pone all’"avanguardia" per quanto riguarda le misure sull’ambiente, "ma non vuole essere quella che paga il conto da sola". Così Berlusconi ha sottolineato che "anche gli altri paesi che emettono anidride carbonica devono impegnarsi alla Conferenza di Copenaghen".

L’Italia è riuscita ad ottenere in ambito Ue la creazione di un fondo denominato ‘Margherita’ per "la mobilitazione di fondi addizionali per i progetti infrastrutturali". Ha detto il presidente del Consiglio in merito all’approvazione da parte del Consiglio del piano della Commissione per misure anticrisi di valore pari all’1,5% del Pil comunitario.

"L’Italia ha ottenuto una clausola di revisione generale al marzo 2010 per l’intero pacchetto clima-energia dell’Ue estesa alla valutazione sull’impatto di competitività ". Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini.

L’approvazione del Pacchetto clima energia "rappresenta una grande vittoria per l’ambiente e per l’Europa che con questo accordo conferma e rafforza la sua leadership in vista della Conferenza di Copenhagen del dicembre 2009, che dovrà definire un accordo globale sulla lotta ai gas serra". Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. "E’ stata raggiunta un’intesa che da un lato mantiene saldi gli obiettivi di riduzione dei gas serra e dall’altro tiene conto delle esigenze dei diversi paesi puntando alla sostenibilità delle misure dalle diverse economie nazionali nel segno della concretezza, come chiesto dall’Italia".