Roberto Rizzuto

“I tempi per la riperimetrazione dell’area marina protetta delle isole Egadi sono maturi”. Lo afferma in una nota Natale Amoroso, presidente dell’Organizzazione di produttori della pesca di Trapani. “Ora può ripartire tutto – scrive – Il tavolo tecnico può riprendere il suo lavoro interrotto circa un anno fa perché di comune accordo le parti interessate avevano fissato dei paletti importanti e imprescindibili. Tra questi, la firma del decreto di approvazione del regolamento di organizzazione dell’Amp (il provvedimento era atteso da oltre quindici anni ed è stato varato nel giugno scorso) e l’attribuzione dell’incarico di direttore dell’Amp, nonché di responsabile dei relativi servizi, nella figura del dottor Stefano Donati, avvenuta ad ottobre 2010”.

Amoroso fa quindi notare che “con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale n.7 dell’11 gennaio 2011 del decreto ministeriale del 27 dicembre 2010 si aggiunge un altro tassello importante al lavoro fino ad oggi fatto”. Il decreto infatti recita: ”Fermi restando i divieti e le limitazioni di cui alla vigente normativa in materia di conservazione delle risorse del mare e tutela biologica e/o ambientale, in deroga al paragrafo 2 dell’articolo 13 del Reg. CE n.1967/2006 negli specchi acquei antistanti i compartimenti marittimi di Milazzo, Messina, Catania, Augusta, Siracusa, Trapani e Palermo, ricompresi nella fascia tra 0,7 ed 1,5 miglia nautiche dalla linea di costa, è consentito per le unità da pesca iscritte nei predetti compartimenti l’uso di reti a strascico, a condizione che la profondità del fondale non sia inferiore all’isobata dei 50 metri”.

Con questo decreto, dunque, si potrà consentire – se verrà riperimetrata l’Amp – alle imbarcazioni della pesca a strascico di operare, per come previsto dalla normativa comunitaria, ad una profondità non inferiore a 50 metri e ad una distanza dalla costa non inferiore a 0,70 miglia nautiche.

“Non possiamo che essere orgogliosi del lavoro fatto fino ad oggi – continua Amoroso – possiamo affermare che con questo provvedimento, da noi richiesto nel lontano ottobre del 2008 con una nota inviata al ministero delle Politiche agricole e poi avallata da tutte le parti sociali, ben 430 pescherecci in Sicilia usufruiranno di questo beneficio. A breve chiederemo un incontro con l’ente gestore dell’Amp per fare il punto della situazione e manifestare delle criticità già emerse dal regolamento di organizzazione dell’Area marina protetta delle Egadi  e se necessario successivamente con il ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo per cercare di trovare una linea comune sull’operato”.