Salvatore D'Anna

Risparmiare l’oro blu del terzo millennio comincia in cucina, usando l’acqua utilizzata per cuocere la pasta per lavare i piatti. E poi pulire l’automobile solo se indispensabile, preferire la doccia al bagno, controllare la sera che i rubinetti siano chiusi e la mattina dopo il contatore, per scoprire eventuali perdite non visibili. "Sono vecchi consigli della nonna sempre utili" spiega Giulio Conte, biologo, socio fondatore dell’Istituto Ambiente Italia, autore del volume "Nuvole e sciacquoni. Come usare meglio l’acqua in casa e in città ", edizioni Ambiente. Secondo Conte, in Italia c’é un doppio spreco: "Non solo ne usiamo di più di quanta ne sia necessaria, ma ne perdiamo più del 35% nel trasporto". Per l’esperto si deve a motivi economici, visto che "l’acqua in Italia costa appena 1 euro al metro cubo, contro i 3,5 euro in Germania, i 3 euro della Gran Bretagna e gli oltre 2 dell’Austria". Ecco un suo mini-vademecum pratico del risparmio di oro blu: – RUBINETTI: applicare il "frangigetto", senza il quale si consumano anche 10 litri in 30 secondi. Quelli più comuni emettono 5,3 litri, ma i più recenti a basso consumo, con meno problemi di incrostazioni di calcare, arrivano a 2,4 litri; – LAVATRICE: quella comune consuma circa 100 litri d’acqua a lavaggio, mentre in Australia esistono modelli che ne impiegano meno della metà e arrivano a 35 litri. Senza andare laggiù, ci sono apparecchi in commercio che riducono i consumi del 30-40%; – RISTRUTTURAZIONI: inserire un depuratore che consenta il recupero dell’acqua di docce e lavabi per lo scarico del wc, che normalmente usa acqua potabile. E’ comune in Nord Europa; – RECUPERO ACQUA PIOVANA: si usava in passato al Sud, andrebbe ripresa l’abitudine. Nel Nord Europa ci sono professionisti di questo settore che riutilizzano quest’acqua per gli elettrodomestici. Priva di sali, non crea incrostazioni.