Giulio Giallombardo

(Rosario Ribbene) La tanto attesa firma è arrivata. Lunedì scorso – infatti – l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Sebastiano Missineo ha infatti “autografato” il decreto con cui si dispone l’adozione del Piano paesaggistico di Siracusa. Il 30 gennaio 2012 secondo Missineo rappresenta «Una data storica per il capoluogo e i comuni della provincia che si doteranno di quest’importante documento che mira a coniugare tutela e sviluppo del territorio». Missineo ha infine sottolineato che «il piano è ancora migliorabile e in questo senso saranno fondamentali le osservazioni da parte dei soggetti interessati, che dovranno arrivare nei prossimi quattro mesi, per affinare il piano e renderlo completamente adeguato e rispondente alle esigenze del territorio».

 

Immediate le reazioni ed i plausi di realtà associative come Natura Sicula, Energie Nuove e Legambiente Siracusa che si sono battute strenuamente affinché questo strumento non cadesse nel dimenticatoio. «Finalmente – afferma Legambiente in una nota – è stato adottato un atto per la tutela e la salvaguardia del territorio e del patrimonio culturale e naturalistico della provincia. Si tratta di un atto decisivo per mettere al riparo alcuni pezzi pregiati del territorio minacciati da interventi scriteriati, come gli approdi turistici all’interno del porto grande, gli alberghi sulle coste e l’edificazione nelle vicinanze delle aree archeologiche. Un atto di difesa del territorio e contemporaneamente un passaggio importante per costruire una nuova economia che tenga conto delle caratteristiche uniche di questa zona».

 

Di un piano paesistico che «come fosse una nuova luce squarcerà il velo di nebbia esoterica che si è abbattuta sulla città negli ultimi quindici anni» parla in una nota “Energie Nuove”.

 

Secondo Sos Siracusa «da oggi grazie al Piano Paesaggistico si saprà dove costruire e dove è vietato, evitando pericolose interpretazioni il più delle volte ambigue e dannose per la città. Così grazie all’entrata in vigore delle norme di salvaguardia ci auguriamo che da oggi in avanti tutti i progetti di cementificazione in aree troppo a ridosso di zone archeologiche come l’altopiano dell’Epipoli e le Mura Dionigiane, o di particolare pregio naturalistico come la Pillirina e il Porto Grande siano definitivamente debellati».

 

Dunque Siracusa rivede la possibilità di un futuro sostenibile grazie anche all’azione delle numerose associazioni ed alla sempre crescente presa di coscienza dei suoi cittadini, solidalmente impegnati nella salvaguardia del bene comune.