La maestosa macchina organizzativa che assicurerà la riuscita del G8 Ambiente – a Siracusa dal 22 al 24 aprile – è al massimo dei giri ed il mondo, ancora una volta, accenderà i riflettori sull’Isola.
Curioso ed affascinante, allo stesso tempo, il fatto che questo appuntamento dedicato al futuro "verde" del globo si svolga in un momento in cui, proprio in Sicilia, il dibattito ambientale si concentra su più fronti.
Andiamo in ordine: l’ultima polemica riguarda le pale eoliche. Protagonista della battaglia anti eolico è il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi. "La bellezza della Sicilia – ha detto il primo cittadino durante una conferenza al Vinitaly – viene deturpata e distrutta da giganteschi pali che uccidono la terra".
Al fianco dell’eolico c’è il problema del fotovoltaico, con la paura che interi campi possano trasformarsi in enormi specchi assorbi-luce piuttosto che paradisi per grano, ortaggi o vitigni.
Poi c’è il tema degli inceneritori. Lo spettro di una mega struttura alle porte di Palermo ha scatenato ampi dibattiti sull’esigenza di un impianto di tal genere, con il rischio che i fumi ricadano direttamente sulle teste dei cittadini.
Ultimo, ma sicuramente non conclusivo, il nuovo indirizzo politico nazionale che mira al nucleare: che la Sicilia possa diventare terra di conquista?
Presto per dirlo e presto per capire come si snoderanno tutte queste maglie di contraddizioni legate ad un futuro più "pulito".
Intanto a Siracusa si studieranno le ipotesi per uno scenario post-Kyoto con l’intento di riflettere su come conciliare gli impegni finanziari per la stabilizzazione dei mercati con i programmi di investimento necessari alla riduzione delle emissioni. Una sessione del G8 Ambiente sarà dedicata alla biodiversità e all’importanza della funzionalità dei ‘servizi ecosistemici’ per il benessere umano (come la fornitura di cibo e acqua, la regolazione del clima, servizi culturali e di supporto come la fotosintesi). Ruolo importante sarà rivestito dalla discussione sulle "Tecnologie a basso contenuto di carbonio". Durante gli incontri ci sarà anche spazio per una "Carta di Siracusa" finalizzata alla conservazione della biodiversità.
E poi? Poi ci saranno gli immancabili contestatori e le associazioni che cercheranno di portare avanti progetti oltre che striscioni. Ci saranno imrenditori che hanno scelto di produrre a basso impatto ambientale, proposte per salvare la biodiversità e tanto altro ancora.
Infine resterà l’incognita, considerato che diversi esperti hanno lanciato vari allarmi sul rischio desertificazione, di ciò che ne sarà di una possibile "verde" Sicilia.
Il G8 Ambiente “accende” Siracusa E quello della Sicilia che verde sarà?
20 aprile 2009 - 14:01
Dario La Rosa
