Domenico Giardina

"Soppressa la follia nucleare, ora promuoviamo le energie rinnovabili come la geotermia", un campo nel quale anche la Sicilia "inizia i primi passi", dopo la Toscana che "copre il 25% del proprio fabbisogno energetico" grazie a questa fonte energetica naturale. A sottolineare il possibile sviluppo della Sicilia sul fronte della geotermia e’ il vicepresidente dei geologi siciliani Carlo Cassaniti che, dopo il risultato referendario sull’opzione nucleare, spinge sul "calore della terra" per produrre energia green.

 

"In Sicilia, al momento, -afferma Cassaniti- la Regione ha rilasciato un solo permesso di ricerca relativo al campo geotermico di Pantelleria, un permesso e’ in fase di rilascio nel campo geotermico eoliano, mentre sono in fase di istruttoria altre tre istanze che riguardano le aree di Sciacca, Gerbini e Pantelleria". Quindi dopo la Toscana, che copre il 25% del proprio fabbisogno energetico con l’energia geotermica, la Sicilia inizia i primi passi verso tale forma di energia naturale che, secondo le previsioni della societa’ di ricerca americana Pike Research, raddoppiera’ la produzione mondiale entro il 2020.

 

"Con l’esito del referendum attuale -continua il vicepresidente dei geologi di Sicilia- e’ stata soppressa la follia nucleare in quanto, la costruzione di centrali nucleari in una zona ad altissimo rischio sismico come la Sicilia, non e’ l’unico motivo ostativo da parte della popolazione".

 

"Infatti, -dice ancora Cassaniti- la preoccupazione maggiore e’ rappresentata dallo smaltimento delle scorie nucleari che in passato, probabilmente, potrebbero aver gia’ superato lo stretto di Messina, in direzione del bacino minerario di Caltanissetta". "Ecco perche’ -sottolinea il geologo- occorre promuovere adesso le energie rinnovabili e la geotermia ne e’ un esempio altamente rappresentativo".

 

"Lo sfruttamento della fonte geotermica per la produzione di energia elettrica -ricorda Carlo Cassaniti- ha inizio in Toscana nel primo decennio del 1900. Con la crisi petrolifera degli anni settanta, fu l’allora ministro dell’Industria Donat Cattin a commissionare uno studio approfondito del potenziale energetico italiano che produsse, all’epoca, risultati inaspettati". Secondo lo studio, infatti, "l’Italia aveva, su scala globale, -ricorda ancora il geologo- il secondo potenziale geotermico dopo l’Islanda".

 

Il numero due dei geologi isolani, infine, rileva che "oltre la Toscana, in Italia abbiamo delle regioni a forte vocazione geotermica, dal cratere di Latera-Bolsena ai Campi Flegrei, dalla zona dei vulcani sottomarini del Palinuro e del Marsili all’arcipelago delle Isole Eolie".