Roberto Rizzuto

 "Le centrali nucleari costruite negli ultimi 30 anni sono circa 450 e rappresentano meno del 4% della produzione elettrica totale. Se fossero realmente questo miracolo di cui parla il premier, dal momento che è una tecnologia nota da ormai 50 anni, le centrali nucleari avrebbero dovuto soppiantare quelle convenzionali e non essere un’irrisoria quantità della potenza elettrica installata nel mondo". E’ quanto afferma in una nota il responsabile ambiente dell’Italia dei valori, Paolo Brutti. "Ci sono una serie di motivi – dice Brutti- che evidentemente Berlusconi ignora, che dovrebbero far riflettere. Le centrali nucleari sono enormemente costose e l’elettricità che producono costa più di quella convenzionale, le scorie costituiscono un incubo permanente per milioni di anni, diffondono nei dintorni dei loro siti degli inquinanti radioattivi estremamente pericolosi anche nel lungo pericolo, come dimostrano studi tedeschi sulle leucemie infantili, un incidente in una centrale nucleare è sempre catastrofico e gli effetti durano per un periodo non quantificabile". "Cernobyl – prosegue Brutti – è ancora attiva, e tale resterà per i secoli a venire, nella sua tomba di cemento e piombo. Infine, l’Italia non ha risorse sufficienti per pensare sia al nucleare che alle rinnovabili. Perciò, scegliere il primo significa chiudere la strada alle energie verdi e mettere l’Italia sul binario morto dell’innovazione energetica. Quindi, quella di Berlusconi è una scelta che danneggia, adesso, domani e per gli anni a venire, il Paese, la sua economia, la sua sicurezza e la salute degli abitanti. Dobbiamo fermare questa follia e gli italiani hanno a disposizione il referendum dell’Italia dei Valori per esprimere il loro dissenso a questa scelta priva di logica e piena di pericolo. Le uniche a godere di questa scelta, infatti, saranno le grandi lobby che costruiscono le centrali".